Come la groviera: sono la Ovada – Novi e la Novi – Bosco
Buche simili a voragini tra Silvano e Capriata d'Orba. E per ovviare al problema dei Tir verso il casello limite di velocità abbassato sulla Novi Bosco
Buche simili a voragini tra Silvano e Capriata d'Orba. E per ovviare al problema dei Tir verso il casello limite di velocità abbassato sulla Novi Bosco
SILVANO D’ORBA – Sarà stata la neve delle ultime settimane, o il freddo unito al sale sparso. Fatto sta che l’aspetto della Provinciale 155 che collega Ovada a Novi Ligure appare sempre simile a un percorso di guerra e meno a un collegamento molto utilizzato che chi si sposta per lavoro, specie nell’Ovadese. A farne le spese sono i tre comuni più importanti tra le due città, Silvano d’Orba, Capriata e Basauzzo. Diversi i punti critici, soprattutto in direzione Novi, con buche larghe e profonde, difficili da evitare senza gimcane altrettanto pericolose. In particolare:il tratto in uscita da Silvano d’Orba (verso Novi), l’ingresso nella frazione di Prataborato, l’uscita dal centro abitato di Capriata d’Orba.Diversi anche i punti dove il passaggio reiterato dei mezzi pesanti, in transito tra Predosa e l’imbocco dell’autostrada, ha provocato il cedimento del fondo stradale. Un esempio per tutti la prima rotonda di Silvano d’Orba (per chi procede verso Ovada), con un abbassamento del fondo ben visibile anche a occhio nudo e asfalto quasi del tutto sbriciolato. E dire che l’ultimo intervento di parziale riammodernamento risale solo allo scorso settembre.
Sono troppi anche i camion che continuamente transitano sulla provinciale Novi-Bosco, diretti al casello autostradale di Novi Ligure. Inutile dire che il fondo stradale ne porta i segni. In tempi di vacche magre, non c’è la possibilità di intervenire con un radicale programma di manutenzione, e così la Provincia ha optato per una soluzione di compromesso: ridurre il limite di velocità, così da mettersi al riparo anche da eventuali contestazioni legali che dovessero scaturire da danni alle autovetture.
Con una ordinanza del 12 febbraio, Palazzo Ghilini ha così imposto il limite dei 50 chilometri orari, per tutte le tipologie di veicoli e in entrambe le direzioni di marcia, tra il chilometro 6 e il chilometro 7,5 della provinciale 154. La Novi-Bosco è una delle arterie più trafficate della zona del novese, soprattutto dai mezzi pesanti. Nella zona industriale a ridosso della bretella autostradale, infatti, hanno sede alcune delle più grandi industrie cittadine, come l’Ilva e la Campari. Sempre lì, inoltre, ci sono i depositi di alcune grande aziende di autotrasporto.
Le condizioni non certo ottimali della Sp 154 non sono una novità, e fanno purtroppo da contraltare alla nuovissima strada 35 ter, inaugurata lunedì scorso: circa quattro chilometri di asfalto per i quali sono stati spesi 18,6 milioni di euro.
Limite di velocità (a 30 chilometri orari) e istituzione di un senso unico alternato invece sulla provinciale 140 della val Borbera, all’altezza del chilometro 14,5-15, nel territorio del Comune di Cantalupo. Dal 17 al 28 febbraio, infatti, si terranno lavori di finitura e rimozione del ponteggio sul ponte del Rio del Carmine.