Vigneto, bando per aiutare i giovani agricoltori
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Sara Moretto - s.moretto@ilnovese.info  
16 Febbraio 2014
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Vigneto, bando per aiutare i giovani agricoltori

Ha preso il via in questi giorni il concorso promosso dalla Regione Piemonte, per la concessione di fondi e contributi per la ristrutturazione e la riconversione delle coltivazioni vitinicole

Ha preso il via in questi giorni il concorso promosso dalla Regione Piemonte, per la concessione di fondi e contributi per la ristrutturazione e la riconversione delle coltivazioni vitinicole

GAVI – Sta prendendo il via in questi giorni il bando, promosso dalla Regione Piemonte, per la concessione di fondi e contributi per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti. E come poteva non parlarsene a Gavi, così rinomata per il suo vino Docg?

L’incontro divulgativo sul tema si è svolto alla fine del mese di gennaio presso la sede del Consorzio Tutela del Gavi. Nell’occasione sono state illustrate le modalità di accesso ai contributi, resi disponibili per il Piemonte grazie a finanziamenti della Comunità Europea.

“Negli ultimi anni, la Regione Piemonte ha istituito finanziamenti a fondo perduto per le aziende del territorio intenzionate a operare nel campo della produzione del vigneto Docg – spiega l’agronomo gaviese Davide Ferrarese [nella foto] – Un messaggio rivolto in pratica a chi vuole riconvertire vigneti obsoleti, che necessitano a esempio di sostituzione di pali o piante, oppure privi di sbocchi di vendita con nuove colture viticole”.

Una volta scaduto il bando, che terminerà il 18 febbraio (con l’eccezione delle domande consegnate in forma di cartaceo, per le quali c’è tempo sino al giorno 28 del mese), verrà imbastita una graduatoria, nella quale la precedenza sarà data agli agricoltori più giovani. Come condizione, i lavori di ristrutturazione o riconversione andranno fatti entro due anni.

Quale sarà l’impatto di questa iniziativa nelle terra del Gavi Docg? “I vigneti della zona sono piuttosto moderni, avendo già usufruito del contributi dati nel decennio 2000/2010 – continua l’agronomo Ferrarese – Se a questo si aggiunge che i diritti per il rimpianto del Gavi Docg sono molto stretti, probabilmente non saranno molte le aziende e gli agricoltori della zona che tenteranno il bando”.

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