Capanne di Marcarolo, “Nessuna trappola mortale”
Andrea De Giovanni, direttore del Parco, risponde alla segnalazione giunta alla nostra redazione da parte di un escursionista, che denunciava il ritrovamento in località Ferriere Superiori di un capriolo morto dentro una vecchia letamaia
Andrea De Giovanni, direttore del Parco, risponde alla segnalazione giunta alla nostra redazione da parte di un escursionista, che denunciava il ritrovamento in località ?Ferriere Superiori? di un capriolo morto dentro una vecchia letamaia
BOSIO – “Quella vasca non è una trappola mortale”. Andrea De Giovanni, direttore del Parco delle Capanne di Marcarolo, risponde alla segnalazione giunta alla nostra redazione da parte di un escursionista, che denunciava il ritrovamento in località “Ferriere Superiori” di un capriolo morto dentro una vecchia letamaia, in disuso da diversi anni e piena d’acqua a causa delle precipitazioni dei giorni precedenti.
L’escursionista, vedendo il corpo morto dell’ungulato, ne ha ipotizzato l’annegamento e ha definito la vasca “Una trappola dove qualsiasi animale cadutovi accidentalmente morirebbe di stenti”. Il visitatore continuava chiedendosi “come mai non si prendano provvedimenti per metterla in sicurezza, riempendola”.
Per fare chiarezza sulla vicenda, arrivata sulle nostre pagine, è intervenuto quindi il direttore Andrea De Giovanni: “La morte dell’animale non è stata causata dalla presenza della vasca. Come è normale che accada gli ungulati, mammiferi rappresentati nelle nostre zone principalmente da caprioli e cinghiali, e più in generale i mammiferi, affrontano la morte cercando rifugio nell’acqua. Di solito si tratta di torrenti e fiumi, ma anche semplici pozze, naturali o artificiali, sono sufficienti ad attirare gli animali in punto di morte”.
Inoltre, continua il direttore del Parco delle Capanne di Marcarolo, “la struttura in questione è evidentemente inadatta a fungere da trappola per i caprioli, agilissimi e in grado di compiere balzi ben superiori rispetto all’altezza della vasca incriminata”.