Enrico Morando nome del nuovo governo?
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
20 Febbraio 2014
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Enrico Morando nome del nuovo governo?

Aumentano ora dopo ora le quotazioni dell'ex senatore novese come uno dei possibili papabili l'esecutivo di Matteo Renzi, A spendersi pubblicamente per Morando, Emanuele Mancuso, storico esponente del Pci, intervistato dal Sole 24 Ore

Aumentano ora dopo ora le quotazioni dell'ex senatore novese come uno dei possibili papabili l'esecutivo di Matteo Renzi, A spendersi pubblicamente per Morando, Emanuele Mancuso, storico esponente del Pci, intervistato dal Sole 24 Ore

NOVI LIGURE – Enrico Morando verso il governo? Aumentano ora dopo ora le quotazioni dell’ex senatore novese del Partito Democratico, indicato da più parti come uno dei possibili nomi al vaglio di Matteo Renzi. Il premier incaricato sta affrontando uno degli scogli più grossi sulla strada della formazione dell’esecutivo: quello del ministero dell’Economia.

Il pole position sembra esserci l’ex a.d. di Telecom Franco Bernabè, ma per Enrico Morando si è speso pubblicamente Emanuele Macaluso, storico esponente migliorista del Pci e vicinissimo a Giorgio Napolitano. Intervistato dal Sole 24 Ore, l’ex responsabile economico della segreteria di Veltroni, di posizioni tradizionalmente liberali in economia, spiega che il “nostro” Morando “conosce il bilancio dello Stato come pochissimi, l’economia, sa di pratiche parlamentare oltre a conoscere le problematiche europee”.

Anche Piero Fassino avrebbe suggerito a un fedelissimo di Renzi – il ministro Graziano Del Rio – di affidarsi a Morando, che è pure in ottimi rapporti col presidente della Repubblica: il novese si ritrovò alleato con Napolitano al congresso del 1990: “dobbiamo costruire – disse – una grande forza di sinistra democratica con la vocazione riformista, di progresso e di governo”. Poi venne il sostegno all’Ulivo e a Romano Prodi, quindi una decina di anni fa ha fondato (con Macaluso, Magda Negri e Sergio Chiamparino) l’associazione Libertà Eguale, con una premessa esplicita: “Le analisi ideologiche e nostalgiche non ci saranno d’aiuto: è controproducente ingabbiare la realtà di oggi nei luoghi comuni del tempo che fu, non si risolvono problemi nuovi con criteri vecchi”.

Una sorta di identikit di Renzi, di cui Morando è diventato infatti un grande elettore. L’esperienza politica non gli manca: è stato in parlamento per quattro legislature e ha presieduto la commissione Finanza. È insomma quella figura di economista-politico che anche il Quirinale gradirebbe per il ministero dell’Economia. Il nome di Enrico Morando, però, viene fatto anche a Torino: a Chiamparino non dispiacerebbe averlo nella propria squadra, in caso di vittoria alle elezioni regionali del prossimo 25 maggio.

 

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