PENSATE DI STILE – T-Shirt
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PENSATE DI STILE – T-Shirt

Qual è la storia del capo più evergreen della storia della moda, alla ribalta da oltre cinquant'anni e ormai immancabile abitudine nel guardaroba di uomini e donne?

Qual è la storia del capo più evergreen della storia della moda, alla ribalta da oltre cinquant'anni e ormai immancabile abitudine nel guardaroba di uomini e donne?

NOVI LIGURE – La t-shirt, capo immancabile nel guardaroba di uomini e donne, è un evergreen da più di cinquant’anni, ma forse – tanta è l’abitualità con la quale la indossiamo – non ci siamo mai chiesti quale sia la sua storia. Gli annali raccontano che nel 1942 la Marina americana rinominò le magliette indossate dai marinai come “T-Type Shirt”, letteralmente “maglietta a T”, per via della forma creata dalle maniche corte.

Finita la guerra, i marinai tornati a casa continuarono ad indossare le t-type shirts, che in breve divennero un cult. James Dean ne fece la sua divisa nel film “Gioventù Bruciata”, Elvis Presley le regalò un’anima rock indossandola nei suoi concerti. Erano quasi gli anni ’60; le due decadi successive la consacrarono definitivamente a mito. Un paio di jeans e una t-shirt erano (e sono tuttora) la divisa casual dei giovani di ogni sesso e nazionalità: pratici e comodi, ma soprattutto economici e “personalizzabili”, basti pensare alle alterazioni della stoffa durante i periodi punk e grunge.

Da allora ogni epoca ha avuto la sua t-shirt: le Fruit of the Loom, le Guru, le Hard Café solo per citarne alcune; magliette globali, queste, acquistabili ovunque, come ricordo di viaggio o come simbolo di adesione a un gruppo sociale. Se non hai la maglietta di marca non sei nessuno, insomma. Ma oggi indossare una t-shirt non è solo un modo di vestire casual: significa attirare l’attenzione, comunicare un pensiero, attestare un’idea politica (la stampa con il volto di Che Guevara ne è l’esempio più lampante, ma ne esistono per ogni orientamento).

Sono anni che i brand più famosi, per restare al passo con i tempi, sfornano collezioni di t-shirt a ogni stagione. Colorate, divertenti, accattivanti e soprattutto piene di scritte che le hanno rapidamente trasformate in una nuova via espressiva. Motti, graffiti, dichiarazioni, ce n’è per tutti i gusti. Dalle citazioni letterate alle frasi tratte da film e telefilm cult, dalla logomania al fenomeno del “fake” esploso lo scorso anno: marchi di lusso presi in giro dal designer Brian Lichtenberg attraverso magliette e felpe con il falso logo (un “taroccato” di marca, in pratica). E così Céline diventa “Féline”, Balmain diventa “Ballin” e Hermès “Homies”; peccato che i prezzi non siano esattamente quelli delle bancarelle.

Ma se queste t-shirts sono ancora troppo commerciali, il web pullula di idee originali e meno mainstream. JunkFoodClothing è il sito perfetto dove trovarne a decine per un prezzo variabile dai 30 agli 80 dollari; molto fornito è il reparto uomo. Altrettanto divertenti, ma più adatte ai giovanissimi, sono quelle su David e Goliath. Impedibile è Red Bubble, che vende anche poster e accessori hi-tech: qui il bello è che le stampe sono create da designer emergenti. Per differenziarsi dalla massa indossando arte moderna. E per tutti quelli che proprio non vogliono spendere, bastano una maglietta, un pennarello e un po’ di sana fantasia.

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