Caserma dei carabinieri, 700 firme per salvare il presidio
"Avevamo preventivato di fermarci a 500 adesioni, ma il traguardo è stato superato". Così il consigliere di opposizione Livio Destro commenta il frutto delle due settimane di raccolta firme e volantinaggio. Il prossimo passo sarà portare la petizione nelle mani del Prefetto Romilda Tafuri
"Avevamo preventivato di fermarci a 500 adesioni, ma il traguardo è stato superato". Così il consigliere di opposizione Livio Destro commenta il frutto delle due settimane di raccolta firme e volantinaggio. Il prossimo passo sarà portare la petizione nelle mani del Prefetto Romilda Tafuri
GAVI – Oltre 700 firme. Questo il risultato ottenuto dal gruppo di opposizione Gavi Futura, grazie alle due settimane di volantinaggio e di raccolta di adesioni per la petizione con cui si chiede al Comune che la caserma di piazza Dante venga ristrutturata, così che i militari dell’Arma non debbano andarsene da Gavi.
“Avevamo preventivato di fermarci alle 500 adesioni, ma questa soglia è stata superata, nonostante la decisione dell’amministrazione di concederci solo una domenica per posizionarci in piazza con il nostro gazebo – spiega Livio Destro, consigliere esponente di Gavi Futura -. Siamo soddisfatti del traguardo ottenuto, ma puntiamo ad altri risultati; in primo luogo chiediamo che il presidio dei carabinieri rimanga a Gavi, ma riteniamo fondamentale anche che la caserma, situata in una posizione centrale e strategica, venga ristrutturata”.
Nella giornata di domenica 23 febbraio, il gruppo Gavi Futura ha potuto sfruttare l’unica opportunità concessa dall’amministrazione per mettere un banco per la raccolta delle firme. Il prossimo passo ora sarà consegnare le adesioni, racimolate grazie anche alla collaborazione del circolo Pd di Gavi, non solo in Comune, ma anche al Prefetto Romilda Tafuri e al comandante provinciale dell’Arma Alessandro Della Nebbia. “Consegneremo la petizione, con le 700 firme, nelle mani del Prefetto – conclude Livio Destro -, al quale chiederemo di aprire un tavolo di trattative con l’amministrazione”.