Massimo Coscia: “Seppelliamo l’ascia di guerra”
Il presidente della Real Novi G3 parla della sua società a 360°, delle difficoltà della prima squadra, delle recenti polemiche e lancia un sibillino messaggio sul suo impegno
Il presidente della Real Novi G3 parla della sua società a 360°, delle difficoltà della prima squadra, delle recenti polemiche e lancia un sibillino messaggio sul suo impegno
NOVI LIGURE – Sotterriamo l’ascia di guerra e lavoriamo per il bene comune: per il calcio a Novi, per la Real Novi G3, per i giovani. E’ questo il messaggio che lancia il presidente della Real Novi G3 Massimo Coscia, schietto come sempre quando c’è da dire quel che pensa. Contrariamente a molti però Coscia dice quel che pensa dopo aver pensato a quel che deve dire. Uno scioglilingua per leggere un’intervista che va oltre il “particolare” o l’interesse di bottega. A leggerla in controluce, un accorato appello alla sua società e al mondo del calcio cittadino perché tutti guardino oltre il proprio orticello. Insomma, un “avviso ai naviganti”. Cambiamo rotta, non c’è più tempo per bisticciare. Ce lo chiede la città, ce li impone il mondo moderno dove senza sinergie non si va da nessuna parte, nella vita e nello sport.Presidente, continua a ricevere critiche su molti post di quotidiani online. Perché?
“Quando si hanno certe cariche si hanno amici e nemici. Accetto le critiche quando sono dirette e costruttive ma chi polemizza dietro un nickname e non si assume la responsabilità di quel che dice, è invidioso e forse un po’ frustrato. Comunque non merita attenzione, non la mia”.
Com’è il rapporto con gli altri club cittadini?
“E’ ora di finirla di farci la guerra tra società. Con la Novese siamo riusciti ad intavolare discorsi comuni per cominciare a percorrere la stessa strada. Sarà difficile, pioveranno numerose critiche per questo ma l’intento è quello di far bene. Per quanto riguarda la Tiger Novi abbiamo voluto fosse una delle prime società invitate per il nostro Torneo Malfettani: è, col “Pernigotti”, il torneo calcistico per antonomasia del calcio giovanile. Sarà la prima volta con le 3 squadre di Novi”.
L’idea è di andare incontro ad una fusione?
“E’ prematuro parlarne, però quello che auspico, senza calpestare l’autonomia di nessuno, è un confronto fra club su comuni obbiettivi. È chiaro che il sodalizio di riferimento deve essere la Novese, per tutto ciò che rappresenta per la città”.
A Novi sembra non cessare mai la polemica sul “Girardengo”.
“So che vado controcorrente rispetto al pensiero di molti dirigenti della Real Novi G3. Non mi interessa poter giocare 1-2 partite all’anno al Girardengo se poi fatico a gestire il club nella vita quotidiana. La Novese ci ha confermato che la RealNoviG3 disputerà almeno due partite allo stadio. Ma guardo oltre: instauriamo un rapporto con la Novese, magari con il prestito di giocatori per la prima squadra, credo che così i ragionamenti sul campo sarebbero obsoleti”.
Settore giovanile: è boom di iscrizioni per la RealNoviG3.
“Questi numeri dimostrano che a livello giovanile la società funziona: se insisto per trovare sinergie cogli altri club cittadini in un momento di massimo splendore per il nostro vivaio, è perché si deve cambiare mentalità”.
Qual è la sua opinione sul sintetico a Novi?
“Soldi non ce ne sono. Il campo in sintetico però non è un bene solo per un club. Sarebbe un investimento sportivo e in parte anche economico, basta guardare cosa succede dove il sintetico è realtà”.
Per la prima squadra della Real Novi G3 i problemi invece non mancano.
“Quest’anno abbiamo una situazione paradossale: ci troviamo io e Fausto Amendola quasi soli. Ci vorrebbe una partecipazione più attiva e presente da parte degli altri dirigenti. Al Direttivo l’ho già detto: così non si va avanti”.
Come si esce da questa situazione?
“Bisogna cambiare rotta. Quando la squadra funzionava e faceva grandi risultati tutti salivano sul carro dei vincitori. Ora la partecipazione è venuta meno. Senza il supporto di Fausto Amendola la prima squadra non esisterebbe”.
C’è chi sostiene che lei sia il “mister” occulto del club. E pochi mesi fa ha ottenuto il patentino Uefa B da allenatore.
“Ho voluto il patentino perché mi piacerebbe allenare una squadra delle giovanili. L’idea mi alletta, ma questo non c’entra nulla con la prima squadra della Real Novi G3 dove il mister ha piena autonomia, da sempre”.
Quindi questi potrebbero essere gli ultimi mesi di Massimo Coscia alla RealNoviG3?
“Potrebbero essere gli ultimi mesi. Sono 8 anni che sono in questa società ed è normale che si crei anche un certo rapporto affettivo. Voglio una società in cui tutti puntino allo stesso obiettivo. C’è tempo fino a maggio per cambiare rotta”. E per fargli cambiare idea.
(ha collaborato Maurizio Iappini)