MESSAGGI IN BOTTIGLIA – Le regole della casa del rischio, parte 1
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Daria Ubaldeschi - mib@ilnovese.info  
6 Marzo 2014
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MESSAGGI IN BOTTIGLIA – Le regole della casa del rischio, parte 1

L'adolescenza nel XXI secolo, vista attraverso la metafora di una casa coloniale americana, pura in apparenza ma labirintica, intricata e sede di istinti oscuri. Un' età difficile da comprendere, ma proprio per questo ricca di fascino

L'adolescenza nel XXI secolo, vista attraverso la metafora di una casa coloniale americana, pura in apparenza ma labirintica, intricata e sede di istinti oscuri. Un' età difficile da comprendere, ma proprio per questo ricca di fascino

NOVI LIGURE – Con il MIB di oggi cominciamo una visita nella “casa del rischio”, quella in cui abitano i nostri adolescenti, un edificio dalle molte stanze, alcune chiuse a chiave, altre con la porta spalancata sul vuoto, altre ancora colme di oggetti ammucchiati, o così ordinate da lasciare increduli.

Mi piace pensare così l’adolescenza, come una casa coloniale americana, di legno, solitamente di colore chiaro, all’apparenza pura, maestosa e labirintica, mi sembra un’immagine efficace per rappresentare l’adolescenza del XXI secolo: complessa, intricata, tormentata da istinti oscuri e inconosciuti ma proprio per questo così affascinante.

Un’adolescenza che ad un’amica fa utilizzare, comprensibilmente, il termine “allucinante” a commento di una notizia riguardante i nostri adolescenti, nello specifico di quel fenomeno detto Neknominate, “sfida della nomina”, un gioco, se così possiamo chiamarlo, importato dai paesi anglosassoni e che consiste nello sfidare su Facebook i propri amici a bere fino all’ultima goccia di birra, superalcolici o altri cocktail. In pieno stile da Grande Fratello, chi è nominato pubblica su FB il video della bevuta e investe almeno altri 4 amici o amiche del compito di fare altrettanto entro il giorno successivo.

Questo è in breve il meccanismo, potenzialmente infinito, di una performance dilagante e contagiosa, per lo più sconosciuta agli adulti, che inorridiscono e si domandano cosa stia succedendo ai loro ragazzi, che “hanno tutto quello che desiderano, non gli neghiamo mai nulla, le vacanze, il cellulare, i vestiti firmati, decidono a che ora tornare a casa dalla discoteca e per me va bene, perché se glielo negassi, non sarebbe un modo per farmi dire delle bugie? Non gli impedisco niente, deve sapere che ho fiducia in lui, può chiedermi ciò che vuole” è un breve estratto da un colloquio che ho avuto qualche tempo fa con una mamma di un ragazzo di 16 anni.

Cosa significa? Io credo che significhi che abbiamo dismesso i nostri abiti da genitori, da insegnanti, da adulti di riferimento, per tentare troppo spesso di essere amici, nell’idea, frequente ed errata, di poterli comprendere maggiormente, ma ottenendo come risultato che loro si sono sentiti autorizzati ad oltrepassare i limiti, ad osare sempre di più, sfidando la sorte e la vita in maniere che vanno oltre quella che è la naturale propensione al rischio propria di questa età.

Quali sono i motivi sottostanti questi comportamenti? Vorrei che provassimo a rispondere insieme nei prossimi MIB, mi piacerebbe partire dalle vostre opinioni per discuterne insieme e perché le vostre risposte sarebbero basate su vissuti ed esperienze reali. Questo che ha tanto allarmato la mia amica è un comportamento-sintomo di un percorso di crescita confusivo, che ha origine primariamente in noi adulti e nel mondo in cui tutti siamo inseriti, in cui si denuncia un fenomeno come questo, gravissimo di per se stesso, nell’idea di mettere in guardia dal pericolo, ma contemporaneamente, in una logica egoistica di profitto, si inserisce al fondo dell’articolo una pubblicità che non si può non notare, di un’enoteca on line con lo slogan “clicca per avere un bonus da 5 euro”, ora, subito, qui, ottiene la tua dose quotidiana di sballo!

“Durante l’adolescenza pare che la vita possa rivelarsi solo nei momenti più significativi, ma, chissà perché, quei momenti non arrivano mai” (D. Guterson)

 

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