Stazione ferroviaria, la crisi colpisce le imprese di pulizia
Gli addetti alla pulizia delle stazioni che fanno capo alla ditta appaltatrice romana "La cascina" pagano le conseguenze della crisi. Dalla riduzione dell'orario fino al dimezzamento dei buoni pasto, le conseguenze del difficile periodo cadono anche sui dipendenti delle zone del novese e ovadese
Gli addetti alla pulizia delle stazioni che fanno capo alla ditta appaltatrice romana "La cascina" pagano le conseguenze della crisi. Dalla riduzione dell'orario fino al dimezzamento dei buoni pasto, le conseguenze del difficile periodo cadono anche sui dipendenti delle zone del novese e ovadese
NOVI LIGURE – Dalla riduzione dell’orario di lavoro fino al dimezzamento dei buoni pasto, la crisi tocca anche gli addetti alla pulizia delle stazioni ferroviarie che fanno capo alla ditta “La cascina” di Roma, appaltatrice degli impianti del Basso Piemonte.
A pagarne le conseguenze sono pertanto anche i dipendenti delle zone del novese e dell’ovadese che svolgono un lavoro non facile che solitamente comincia all’alba per concludersi, con le varie turnazioni, in tarda serata.
Si parla quindi di un servizio assolutamente necessario sia per il decoro che per il mantenimento delle condizioni igienico-sanitarie delle stazioni, dai bagni alle sale d’aspetto, insieme a tutto ciò che è compreso nelle strutture ferroviarie. L’azienda romana ha ereditato situazioni pregresse, succedendo ad altre ditte e cooperative che non hanno lasciato una situazione finanziaria rosea. Con il personale ridotto al minimo, ha attuato i contratti di solidarietà.
Da Novi quindi, giorno e notte, partono otto operatori per la volta delle varie stazioni tra molte difficoltà. Prima tra tutte la riduzione dell’orario di lavoro che da sei ore e mezza è sceso a cinque ore giornaliere, comportando di conseguenza un abbassamento dello stipendio, dovuto all’applicazione degli ammortizzatori sociali che dovrebbero attenuare le perdite aziendali. Un altro aspetto difficile è legato alla possibile, temuta riduzione dei buoni pasto che potrebbe scattare sempre nell’ottica di un risparmio, come pure una riduzione di organico.
I servizi di pulizia de “La cascina” funzionano anche a Genova dove operano circa una quarantina di dipendenti, seguiti dalle organizzazioni sindacali. Al momento, tuttavia, gli stipendi vengono pagati regolarmente. La situazione si protrarrà almeno sino a luglio, quando cesseranno i contratti di solidarietà.