Gaviese, Figini: “O qualcuno ci da un mano o si chiude”
Home
Umberto Cabella  
19 Marzo 2014
ore
00:00 Logo Newsguard

Gaviese, Figini: “O qualcuno ci da un mano o si chiude”

Dopo il clamoroso sfogo di domenica scorsa il dirigente granata chiarisce meglio. "La federazione costringe le alessandrine a trasferte di chilometri: siamo in pochi a gestire il tutto"

Dopo il clamoroso sfogo di domenica scorsa il dirigente granata chiarisce meglio. "La federazione costringe le alessandrine a trasferte di chilometri: siamo in pochi a gestire il tutto"

GAVI – È scoppiata la bufera intorno alla Gaviese dopo le dichiarazioni post gara del segretario Massimo Figini con le quali, in maniera anche piuttosto clamorosa, annunciava la fine del glorioso sodalizio della Val Lemme. Non sono mancate le reazioni, alcune delle quali veementi con chi addirittura accusa il dirigente di non essere nuovo a “colpi” di questo tipo, altri invece sperano in un ripensamento da parte della società per non vedere bruciati in un batter d’occhio quasi cento anni di storia.

Abbiamo deciso di fare chiarezza sulla situazione proprio insieme a Figini andando ad analizzare le sue dichiarazioni forse figlie dello stato emotivo del momento.

A distanza di qualche giorno è cambiato qualcosa?
“No, forse appena conclusasi la partita mi sono lasciato trasportare un po’ dalle emozioni contrastanti che covavo dentro di me la sostanza non cambia. In queste condizioni non è oggettivamente possibile andare avanti”.

Ci spieghi meglio…
“Ho letto alcuni commenti dove mi si accusava di architettare teorie del complotto ma sono chiaramente stato frainteso. Quello che mi premeva sottolineare è che è l’intera macchina che non funziona: in primo luogo le decisioni poco intelligenti della federazione di costringere le alessandrine che disputano il campionato di promozione a sobbarcarsi viaggi di centinaia di km con annessi problemi logistici e di costi quando esistono gironi in cui la trasferta più distante è a poche decine di km; in secondo luogo per quanto riguarda la Gaviese manca la forza lavoro, siamo io e un paio di persone a gestire il tutto, la cosa è diventata insostenibile. Infine la sfortuna di quest’anno in cui alcune decisioni arbitrali ci hanno lasciato perplessi. Ecco, il mio era una sfogo a tutto tondo, la voglia sta venendo meno per questi motivi”

In estate si era parlato di azionariato popolare: cosa ci dice a riguardo?
“Lasciamo perdere, ogni parola e commento sarebbe superfluo. Eravamo partiti con un’ iniziativa stupenda ma quando è venuto il momento di dare una mano in tanti si sono tirati indietro. Peccato, abbiamo voltato pagina ma l’amaro in bocca resta”.

La società ha qualche proposta da girare al futuro sindaco di Gavi?

“L’apporto dei Gaviesi ci manca parecchio. Lo staff dirigenziale è formato prettamente da persone con tanta passione ma che vengono da fuori. Se qualcuno fosse disponibile a darci una mano in qualsiasi modo è ben accetto. Se però le cose dovessero rimanere così non abbiamo scelte che concluderla qua”.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione