MESSAGGI IN BOTTIGLIA – Le regole della casa del rischio, parte 2
Il fenomeno del gioco d'azzardo, fenomeno che investe anche la fascia di età compresa tra 18 e 29 anni, quando maggiore è la propensione a mettere in atto comportamenti rischiosi. Perché questo fenomeno è oggigiorno così diffuso e perché lo è proprio tra i giovani?
Il fenomeno del gioco d'azzardo, fenomeno che investe anche la fascia di età compresa tra 18 e 29 anni, quando maggiore è la propensione a mettere in atto comportamenti rischiosi. Perché questo fenomeno è oggigiorno così diffuso e perché lo è proprio tra i giovani?
NOVI LIGURE – La porta che apriremo in questa tappa del nostro viaggio all’interno della casa del rischio-in-adolescenza si affaccia su un locale dagli spazi angusti, pieno di luci, colori e suoni intermittenti, sufficiente a contenere uno sgabello da bar di fronte alla ormai onnipresente slot machine. Stiamo aprendo la stanza del gioco d’azzardo, fenomeno che investe particolarmente la fascia di età compresa tra 18 e 29 anni, quando maggiore è la propensione a mettere in atto comportamenti rischiosi, a ricercare stimoli sempre più gratificanti e appaganti. Ma questo già lo sappiamo.
Quello che forse non sappiamo è perché questo fenomeno sia oggigiorno così diffuso e perché lo sia proprio tra i giovani. Giocare d’azzardo rappresenta da sempre un comportamento che potremmo dire “fisiologico”, poiché risponde ad un bisogno di socializzazione e competizione tipico della natura umana, spesso tesa alla ricerca del brivido e della sfida. Diventa problematico quando vi si dedicano sempre maggiore tempo e denaro, con importanti conseguenze sulla salute mentale, fisica e socio-economica, pur non rappresentando ancora una condizione patologica.
Ma il passo è breve, purtroppo, e senza che ce ne accorgiamo ecco che ci ritroviamo all’interno di una 
E gli adolescenti rischiano concretamente di sviluppare forme di dipendenza da gioco con maggiore facilità rispetto agli adulti, perché nel processo di sperimentazione fase specifico, la ricerca di nuovi equilibri nello sviluppo avviene spesso con modalità disfunzionali, a volte pericolose e il gioco d’azzardo diventa così un rischio possibile, difficile da riconoscere nei sintomi e sostenuto dalla tendenza a negare la gravità della situazione.
Non ultimo il fatto che la tecnologia e l’avvento dei giochi on line rendono ancor più difficoltoso il riconoscimento del problema che, comunque, rappresenta sempre una delle modalità inconsce che il ragazzo ha per manifestare una sofferenza e per richiedere implicitamente aiuto. E non può che venirmi alla mente un commento che un ragazzo di seconda media fece mentre si discuteva di questi temi: “scusi, ma vuol dire che lo Stato farebbe davvero qualcosa che ci fa male?”…beata gioventù…alcol, tabacco, gioco, tutte sostanze legali, appunto!
“Un giocatore perde sempre. Perde denaro, dignità e tempo. E se vince, tesse intorno a sé una tela di ragno” (Mosè Maimonide).