C’è un pezzo di Novi su quei bus anfibi
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
21 Marzo 2014
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C’è un pezzo di Novi su quei bus anfibi

Un'azienda novese, la Posidonia srl, è stata scelta per fornire le àncore ad alcune singolari imbarcazioni ideate a Budapest, in Ungheria. Veri e propri pullman che però possono entrare in acqua e portare i turisti a fare una crociera sul Danubio.

Un'azienda novese, la Posidonia srl, è stata scelta per fornire le àncore ad alcune singolari imbarcazioni ideate a Budapest, in Ungheria. Veri e propri pullman che però possono entrare in acqua e portare i turisti a fare una crociera sul Danubio.

NOVI LIGURE – C’è un’azienda novese che, tra le altre cose, produce àncore per bus. Sì esatto: àncore. Quelle robe di metallo che servono a tenere ferme le navi. E sì: autobus. Quei mezzi a quattro ruote che trasportano le persone da un posto all’altro. Come dite? Non ci avete capito niente?

Neanche noi. Perché mai un pullman dovrebbe avere bisogno di un’àncora? Per farcelo spiegare siamo andati da Ettore Ardito [nella foto], che con i figli Giacomo e Serena è titolare della Posidonia srl, un’azienda arrivata a Novi nel 2012. Nata a Genova e ormai giunta alla quarta generazione («fu fondata da mio nonno», dice Ettore), la Posidonia è una delle imprese leader al mondo nella realizzazione di àncore ad altissimo potere ancorante. Perché l’àncora non è un qualunque manufatto di metallo: a fare la differenza non è tanto il peso o il materiale (che ovviamente deve essere molto resistente), ma la forma. «Molto dipende da come l’àncora si adagia sul fondo marino, dalla presa che riesce a fare sul fondale», spiega Ardito nel capannone dell’area Ilva che oggi è il quartier generale della Posidonia.

Dall’àncora può dipendere la sicurezza di un’imbarcazione e, di conseguenza, l’incolumità di decine o addirittura di centinaia di persone. Per questo la Posidonia ha scelto la via della qualità assoluta: i suoi prodotti superano i più rigorosi test internazionali e sono richiesti un po’ in tutto il mondo. Probabilmente però Ardito e i suoi non si sarebbero mai aspettati che – dopo aver equipaggiato migliaia di navi, yacht, piattaforme petrolifere, campi boe e sommergibili – un’àncora marchiata Posidonia finisse addirittura su un autobus.

La singolare richiesta è arrivata dall’Ungheria, e in particolare da Budapest, dove una società locale, la RiverRide, si è dotata di quattro autobus anfibi. Lo scopo? Portare i turisti prima lungo le strade della capitale ungherese e poi a fare una piccola crociera lungo il Danubio. Le autorità locali hanno però bloccato il progetto: «Quella è un’imbarcazione – hanno detto – e dunque ha bisogno di un’àncora». La scelta della RiverRide è naturalmente caduta sulla Posidonia, proprio per la sua fama mondiale. «Si è trattato di una fornitura veramente minuscola per i nostri standard – ha affermato Ettore Ardito – Appena 50 chilogrammi il peso della singola àncora».
Ma vuoi mettere la soddisfazione di lasciare a bocca aperta i tuoi amici, quando gli racconti dell’autobus con l’àncora?

Il servizio completo sul Novese in edicola a partire da giovedì 27 marzo.

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