La proposta: Imu scontata se le case saranno affittate ai poveri
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Redazione - redazione@ilnovese.info  
22 Marzo 2014
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La proposta: Imu scontata se le case saranno affittate ai poveri

Due proposte per fronteggiare l'emergenza casa: sgravi fiscali per coloro che metteranno a disposizione una propria abitazione, destinandola a fini sociali e dare il via al "Progetto ospitalità", ovvero la disponibilità di dividere un alloggio popolare

Due proposte per fronteggiare l'emergenza casa: sgravi fiscali per coloro che metteranno a disposizione una propria abitazione, destinandola a fini sociali e dare il via al "Progetto ospitalità", ovvero la disponibilità di dividere un alloggio popolare

NOVI LIGURE – Cittadini nella morsa delle tasse. E a pagarne maggiormente le conseguenze sono coloro che posseggono più abitazioni. Dunque meglio prestarle a chi ne ha bisogno, ma a patto di stabilire una convenzione con l’amministrazione comunale.

Novi fronteggia l’emergenza casa con due proposte. La prima riguarda appunto l’applicazione di sgravi fiscali per coloro che metteranno a disposizione una propria abitazione, destinandola a fini sociali. L’altra idea è il “Progetto ospitalità”, sperimentato tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010 in collaborazione con Atc e Csp. Si tratta di una delle prime azioni inserite nel contesto nazionale di “Abitare sociale”, rilanciato in questi giorni dal Governo Renzi in risposta alla crisi e alla mancanza di alloggi.

Due progetti, di cui colpisce particolarmente il primo per la finalità. “La prima proposta di assegnare abitazioni per finalità sociali è arrivata nei giorni scorsi – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Felicia Broda – ma ne seguiranno altre. Il legislatore propone opportunità di ‘Abitare Sociale’ e lo fa, fissando agevolazioni fiscali a chi possiede alloggi e intenda metterli a disposizioni delle amministrazioni comunali, in convenzione. Proprio nella legge di stabilità del 2013 e nel decreto emanato a febbraio, vengono esentati dal pagamento dell’Imu, tutti coloro che mettono a disposizione un immobile per scopi sociali. Stiamo valutando i tempi e i modi per rendere operativo il provvedimento al più presto, in modo da fronteggiare l’emergenza casa, sempre più impellente”.

L’altro progetto riguarda la disponibilità a dividere un alloggio popolare, in maniera che venga condivisa una doppia situazione. Ad esempio una persona anziana rimasta sola, supportata da un’altra disposta a fornirle la propria assistenza in cambio della metà dell’appartamento. “Possiamo immaginare una coabitazione tra persone anziane e altre più giovani per una sussidiarietà reciproca – precisa l’assessore Broda – auspicando che si possano condividere spese e conoscenza tra generazioni diverse o uguali. Di certo sta pesantemente crescendo una fascia molto vulnerabile: uomini e donne soli, per scelta o per vicende personali, con un’età che va dai 35 ai 50 anni, spesso con lavoro irregolare e reddito basso. Le prime sperimentazioni hanno riguardato 6-7 nuclei familiari e hanno dato esito positivo”.

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