Profughi in arrivo alla comunità di via Oneto
Gli arrivi coinvolgeranno tutta la Provincia. Venti esuli africani saranno ospitati dalla comunità "Il Giglio". Lo dichiara l'assessore alle politiche sociali Felicia Broda: "Il prefetto Romilda Tafuri ha chiesto la disponibilità delle associazioni e delle cooperative"
Gli arrivi coinvolgeranno tutta la Provincia. Venti esuli africani saranno ospitati dalla comunità "Il Giglio". Lo dichiara l'assessore alle politiche sociali Felicia Broda: "Il prefetto Romilda Tafuri ha chiesto la disponibilità delle associazioni e delle cooperative"
NOVI LIGURE – Arriveranno in città mercoledì sera o giovedì mattina i venti profughi africani che saranno ospitati dalla comunità “Il Giglio”, in via Oneto. A riferirlo è l’assessore alle politiche sociali Felicia Broda, che ieri pomeriggio, venerdì 21 marzo, ha partecipato a un vertice in prefettura. “Il prefetto Romilda Tafuri ha chiesto la disponibilità delle associazioni e delle cooperative che già erano state coinvolte nell’emergenza causata dalla guerra civile in Libia”.
Per Novi, si tratta della cooperativa Bios, che gestisce la struttura di via Oneto. Attualmente l’edificio è vuoto: “Nei prossimi giorni, la cooperativa lo riarrederà per prepararlo ad accogliere i venti profughi, di cui ancora non si conosce la nazionalità”, spiega Broda. L’allarme è scattata in tutta Italia dopo i massicci sbarchi degli ultimi giorni. Il governo ha mobilitato i prefetti che a loro volta si sono rivolti ai sindaci del territorio. “Ma nella gestione dell’emergenza sono stati fatti grandi passi in avanti – ha detto l’assessore – Il prefetto ha coinvolto i Comuni fin dal primo momento e si è speso per trovare una soluzione condivisa che non gravasse troppo sulle spalle dei nostri enti”.
I primi arrivi in provincia si sono registrati ieri sera. Gli immigrati saranno ospitati all’Ostello di Alessandria in attesa di essere smistati verso i vari centri della zona, tra cui appunto quello di Novi, in cui si prevede che rimarranno fino al prossimo 30 giugno. Ci sarà anche un breve trasferimento a Torino, dove la questura si sta già organizzando per l’identificazione dei profughi e per determinarne la nazionalità. E’ in base a questo che verrà deciso di dotare gli immigrati di un permesso di soggiorno provvisorio o definitivo oppure dello status di rifugiato politico.