Consulta di Bioetica, si parla di eutanasia e fine vita
Si svolgerà il 4 e il 5 aprile il quinto convegno nazionale della Consulta di Bioetica. La due giorni sarà dedicata al tema delleutanasia. Gli interventi di Margherita Rubino, del filosofo Eugenio Lecaldano, di Demetrio Neri e della senatrice Annalisa SIlvestro saranno seguiti dalla testimonianza di Mina Welby
Si svolgerà il 4 e il 5 aprile il quinto convegno nazionale della Consulta di Bioetica. La due giorni sarà dedicata al tema dell?eutanasia. Gli interventi di Margherita Rubino, del filosofo Eugenio Lecaldano, di Demetrio Neri e della senatrice Annalisa SIlvestro saranno seguiti dalla testimonianza di Mina Welby
NOVI LIGURE – “Ha la sua ora tutto, e il suo tempo ogni cosa. Il tempo di nascere. E il tempo di morire”, è la citazione dell’Ecclesiaste scelta per caratterizzare il quinto convegno nazionale della Consulta di Bioetica, che si svolgerà a Novi Ligure il 4 e 5 aprile. I due giorni saranno dedicati al tema dell’eutanasia: è giusto procurare o facilitare una morte non dolorosa nei confronti di un malato in agonia? È giusto sospendere i trattamenti terapeutici sui pazienti senza speranza di guarigione?
Anche dando per scontato che la richiesta di somministrare una “buona morte” arrivi direttamente dall’ammalato o dai suoi parenti più stretti, la nostra società è abbastanza matura – dal punto di vista etico, religioso e giuridico – per concedere all’individuo il “diritto alla morte”, quando la vita non vale più la pena di essere vissuta, quando la vita non è più vita?
A partire dalle 14.00 di venerdì 4 aprile, alla biblioteca civica di via Marconi 66, ne discuteranno una vasta platea di medici, filosofi, giuristi e teologi. Dopo i saluti di Giacomo Orlando (coordinatore novese della Consulta di Bioetica) e dell’assessore comunale Simone Tedeschi, i lavori saranno introdotti da Maurizio Mori, professore di Bioetica all’Università di Torino e presidente nazionale della Consulta. Le due giornate saranno caratterizzate da quattro lezioni magistrali: venerdì alle 14.30 la docente universitaria Margherita Rubino parlerà di “Bella morte nel teatro antico e contemporaneo”.
A seguire, alle 15.00, il filosofo Eugenio Lecaldano esporrà una “Argomentazione etica a favore del riconoscimento giuridico di richiesta di eutanasia attiva volontaria”. Sabato 5 aprile, il convegno comincerà alle 9.00 con la lezione “Rivoluzione biologica e compiti della bioetica” di Demetrio Neri, docente all’Università di Messina. Lo stesso giorno, alle 14.00, quarta e ultima lectio magistralis con la senatrice Annalisa Silvestro, presidente nazionale dei Collegi Infermieri: “Tra deontologia e giurisprudenza”.
Tre invece le tavole rotonde. La prima si svolgerà venerdì alle 15.30 e vedrà coinvolti Giacomo Orlando come moderatore, tre filosofi della morale dell’Università La Sapienza di Roma (Caterina Botti, Piergiorgio Donatelli e Simone Pollo), due esperti in bioetica delle Università di Torino e Napoli (Roberto Lupis e Luca Lo Sapio) e Silvana Visigalli (Evangelica con diploma in Teologia, infermiera dell’Asl di Alessandria).
La seconda tavola rotonda si svolgerà sabato alle 10.15: “Il peso delle parole” è il titolo del confronto che vedrà al tavolo dei relatori i medici Mario Riccio, Sergio Livigni, Piero di Blasio e Cristina Endrizzi (quest’ultima impiegata all’Hospice di Alessandria), oltre alla neonatologa Serenella Pignotti e a Daniela Casula (dottore di ricerca in Bioetica).
Nella terza e ultima tavola rotonda (sabato, ore 15.00) si parlerà anche di animali. Interverranno Alessandro Cataldo e Francesco Casile (infermieri), Luca Benci e Francesca Girardi (giuristi), Mariella Immacolato e Riccardo Cavaliere (medici legali) e Ugo Spallasso (veterinario dell’Asl di Alessandria).
Nel corso del convegno altri due importanti appuntamenti: sabato alle 9.30 sarà possibile ascoltare le testimonianze di Mina Welby (vedova di Piergiorgio Welby) e di Francesco Lizzani (figlio del regista Carlo, morto suicida); sempre sabato, ma alle 14.30, il sostituto procuratore di Alessandria, Riccardo Ghio, esporrà l’opinione del magistrato.