Bilancio risanato, i conti sono in regola
L'amministrazione novese si congeda lasciando un'eredità non facile da mantenere: cifre in piena regola. "Chiudiamo con i conti in ordine spiega lassessore alle Finanze, Germano Marubbi con un bilancio per il 2014 che punta soprattutto allequità fiscale"
L'amministrazione novese si congeda lasciando un'eredità non facile da mantenere: cifre in piena regola. "Chiudiamo con i conti in ordine ? spiega l?assessore alle Finanze, Germano Marubbi ? con un bilancio per il 2014 che punta soprattutto all?equità fiscale"
NOVI LIGURE – L’amministrazione comunale di Novi, si congeda da quest’ultima legislatura con i conti in piena regola. Un’eredità persino difficile da mantenere, qualora si accentuasse il clima di recessione, per la Giunta che subentrerà.
In queste settimane a ridosso della campagna elettorale per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale, cadono infatti due appuntamenti importanti per l’amministrazione uscente, chiamata a preparare il bilancio di previsione 2014 (approvato la settimana scorsa dal consiglio comunale) e a tirare le somme del 2013, con il consuntivo che andrà in consiglio a fine aprile.
“Questo ha consentito, insieme ai risparmi ottenuti sulle spese di personale, sulla gestione calore e sulle spese discrezionali, di ridurre la spesa complessiva, liberando risorse per ridurre le tasse – continua ancora Marubbi – Nel 2014 sono confermate le agevolazioni sull’Irpef comunale. Invariata la tassa rifiuti e le tariffe dei servizi. Il Comune ha studiato una manovra sulla nuova Tasi che punta all’equità fiscale. Ci sarà una “no tax area” per le rendite sotto i 300 euro e una detrazione fissa di 90 euro per tutti”.
I due bilanci di fine amministrazione sottolineano quindi che le sfide per i prossimi anni (quindi per l’amministrazione che subentrerà) riguarderanno in prima battuta il mantenimento di un equilibrio, faticosamente ricostruito in seguito alla crisi generale, che dovrà essere difeso con attenzione, guardando sempre, quindi, alla spesa e al rigore. Ma soprattutto, tali sfide, coinvolgeranno il rapporto del Comune con le aziende partecipate, sulle quali potrebbe intervenire a giorni il Governo, promuovendo la loro privatizzazione, totale o parziale.
“Ecco – prosegue Marubbi – sulla privatizzazione di Acos, a esempio, si dovrà ragionare su come si potrebbero usare i 20-30 milioni di euro ricavabili dalla vendita. Per quanto mi riguarda ribadisco ciò che ho detto in sede di consiglio comunale, ovvero che nessuno ci obbliga a tenere le aziende in proprietà pubblica e che sarebbe il caso di parlarne, visto che vendendo si avrebbero i soldi necessari per risolvere la gran parte dei problemi della città”.