Consulta Bioetica, si parla di eutanasia animale
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
12 Aprile 2014
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Consulta Bioetica, si parla di eutanasia animale

Il convegno nazionale della Consulta di Bioetica ha aperto le porte anche ai veterinari. La quinta edizione del convegno, dedicato all'eutanasia e svoltasi a Novi Ligure sino a sabato 5 aprile, ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Ugo Spallasso, medico veterinario dell’Asl provinciale

Il convegno nazionale della Consulta di Bioetica ha aperto le porte anche ai veterinari. La quinta edizione del convegno, dedicato all'eutanasia e svoltasi a Novi Ligure sino a sabato 5 aprile, ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Ugo Spallasso, medico veterinario dell’Asl provinciale

NOVI LIGURE – “Verrà il giorno in cui uomini come me guarderanno all’uccisione degli animali nello stesso modo in cui oggi si guarda all’uccisione degli uomini”. La frase è attribuita (anche se non correttamente) a quello che nel mondo è considerato forse il più grande genio italiano, Leonardo. Da tempo immemorabile – da ben prima che venisse dipinta la Gioconda – l’uomo utilizza gli animali come fonte di cibo e come mezzo di lavoro. Eppure è solo negli ultimi anni che sono stati fatti concreti passi in avanti nella tutela degli animali.

E non parliamo solo dei piccoli amici a quattro zampe che ci tengono compagnia, ma anche della fauna selvatica, di quelli che vengono usati per ottenere carne, latte e uova, dei mammiferi “da lavoro” come cavalli e asini. Anche grazie ad alcuni interventi legislativi (la legge 189 del 2004, che indica gli animali come “esseri senzienti” e non più come “cose”, e il regolamento europeo sul benessere animale del 2009), si è diffusa una nuova coscienza civica ed è aumentata la sensibilità nei confronti delle sofferenze patite dagli animali.

E così, per la prima volta, il convegno nazionale della Consulta di Bioetica ha aperto le porte anche ai veterinari. La quinta edizione del convegno – che si è svolta a Novi Ligure e si è conclusa sabato 5 aprile – era dedicata all’eutanasia e ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Ugo Spallasso, medico veterinario dell’Asl provinciale.

Spallasso ha spiegato che quella dell’eutanasia “è una pratica che in campo veterinario è sempre esistita”. L’abbattimento dei cavalli azzoppati è usanza antichissima; più recente l’idea di sopprimere in maniera indolore gli animali ammalati e senza speranza di guarigione. Dall’“abbattimento” alla “soppressione indolore” – cioè alla vera eutanasia (dal greco: buona morte) – passa una vera rivoluzione, che è culturale prima ancora che medica: “Sono pochissimi i “padroni” che affrontano morte del proprio animale come se avessero semplicemente perso una “cosa” – ha affermato Spallasso – Così come non conosco alcun veterinario che oggi sarebbe disposto a sopprimere un cane perché privo delle caratteristiche estetiche o genetiche che il padrone voleva”.

Sempre più spesso, anzi, càpita che il veterinario debba improvvisarsi psicologo, “per aiutare le persone che perdono un animale a elaborare il lutto”. L’amico a quattro zampe, ormai, è un vero e proprio componente della famiglia, e come tale viene considerato. Ma se di recente è scomparso il vostro cucciolone o il vostro gatto, una piccola consolazione c’è, come ha spiegato Ugo Spallasso concludendo il convegno: “Gli animali sono esseri senzienti, fuggono istintivamente il pericolo, ma non hanno coscienza della morte”. Il pensiero che un giorno dovremo abbandonare questa terra è un dono – o una maledizione – che solo l’uomo ha ricevuto.

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