Cerimonia al cimitero “vietata”: altrimenti si offendono i non cristiani
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
19 Aprile 2014
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Cerimonia al cimitero “vietata”: altrimenti si offendono i non cristiani

L'amministrazione comunale di Serravalle se la prende con i vertici della scuola media. Avrebbero impedito agli alunni di partecipare alla commemorazione dei caduti della Benedicta al cimitero vecchio. Ma il preside respinge ogni accusa: "Tesi del tutto infondata. Forse avevano bisogno di noi per fare numero".

L'amministrazione comunale di Serravalle se la prende con i vertici della scuola media. Avrebbero impedito agli alunni di partecipare alla commemorazione dei caduti della Benedicta al cimitero vecchio. Ma il preside respinge ogni accusa: "Tesi del tutto infondata. Forse avevano bisogno di noi per fare numero".

SERRAVALLE SCRIVIA – La commemorazione dei martiri della Benedicta – in programma al cimitero vecchio di Serravalle – “vietata” agli alunni delle scuole medie perché tra di loro vi erano parecchi ragazzi non di religione cristiana, che si sarebbero sentiti offesi dal partecipare a una cerimonia in un luogo di culto.
È quanto ventilato dall’amministrazione comunale di Serravalle Scrivia, che se la prende con la dirigenza della scuola perché avrebbe “discriminato” gli studenti italiani impedendo loro di partecipare al momento di ricordo della Resistenza e della lotta di Liberazione. Una tesi bollata come del tutto infondata dal preside Paolo Modena.

Ma andiamo con ordine. Sabato scorso, 12 aprile, il Comune di Serravalle Scrivia ha organizzato una cerimonia per commemorare i martiri della Benedicta. L’appuntamento era fissato al “cimitero vecchio”, dove un mausoleo ospita le tombe dei serravallesi caduti per la Liberazione. Gli alunni delle scuole medie, chiamati a partecipare, non sono però entrati nel cimitero. Perché?
All’indomani dei fatti, il vicesindaco Pasquale Vecchi ha usato parole dure, mettendo nero su bianco la propria indignazione: «Sono schifato da quanto è successo. Se la giustificazione è davvero quella che mi hanno ventilato, cioè che altrimenti si sarebbe “discriminati” gli alunni extracomunitari, allora qualcuno non ha capito che così in realtà ha privato i ragazzi italiani della libertà di onorare chi è caduto per potergliela donare, quella libertà».
Vecchi ha inoltre annunciato che il consigliere comunale Silvia Picollo, delegata alla pubblica istruzione, è stata incaricata di inviare al preside della scuola media una richiesta ufficiale di spiegazioni. «La giunta e il gruppo consiliare di maggioranza condivide la mia indignazione», ha detto il vicesindaco.

Modena però si difende: nega innanzi tutto che all’origine della scelta di non entrare nel cimitero ci siano state considerazioni di ordine religioso. E poi spiega: «Il programma della manifestazione è stato redatto solo dal Comune, senza consultare la scuola. E noi abbiamo fatto la scelta di partecipare alle iniziative che abbiamo ritenuto più consone per l’istruzione dei ragazzi, vale a dire alla parte di ricostruzione storica dei fatti».
«Il nostro dovere nei confronti degli alunni è quello di dare loro una buona istruzione – continua ancora Modena – Ad esempio, il giorno precedente alla manifestazione, abbiamo tenuto una lezione sulla Benedicta e sulla Resistenza». E conclude con una stoccata: «Forse qualcuno aveva bisogno dei nostri studenti per “fare numero” alla manifestazione».

Il servizio completo sul Novese in edicola a partire da giovedì 24 aprile.

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