Italcementi, una petizione per chiedere la valutazione ambientale
La Provincia ha dato l'ok al progetto di riutilizzo delle ceneri delle centrali termoelettriche nella produzione del cemento. Ma la lista civica "Noi per Novi" non ci sta e scende in strada: "Palazzo Ghilini deve fare marcia indietro".
La Provincia ha dato l'ok al progetto di riutilizzo delle ceneri delle centrali termoelettriche nella produzione del cemento. Ma la lista civica "Noi per Novi" non ci sta e scende in strada: "Palazzo Ghilini deve fare marcia indietro".
NOVI LIGURE – La lista civica “Noi per Novi” sarà oggi – sabato 19 aprile – in via Girardengo con un proprio gazebo, per raccogliere firme a favore di una petizione che riguarda l’Italcementi, l’azienda di strada Castelgazzo che aveva chiesto l’autorizzazione a usare, nella produzione del cemento, le ceneri provenienti da due centrali termoelettriche a carbone.
La procedura è consentita dalla legge, anzi è considerata una pratica virtuosa, in quanto permette di recuperare un materiale di scarto che, diversamente, finirebbe in discarica. Il problema è che le ceneri che la Italcementi vorrebbe utilizzare sono quelle delle centrali Eon di Fiumesanto (Sassari) e Tirreno Power di Vado Ligure (Savona). Quest’ulltima, in particolare, alcune settimane fa è stata posto sotto sequestro dalla procura di Savona per le presunte morti causate dalle sue emissioni.
«Con questa petizione chiediamo che la Provincia di Alessandria faccia marcia indietro e sottoponga il progetto della Italcementi alla Via, la Valutazione di Impatto Ambientale», spiegano Paolo Moncalvo e Franco Ciliberto (il primo portavoce della lista civica “Noi per Novi”, il secondo consigliere comunale dell’Idv e candidato nella medesima lista). Inizialmente, il Comune di Novi aveva escluso la necessità di ricorrere alla Via. Poi aveva cambiato indirizzo e la Giunta comunale aveva richiesto approfondimenti sui rischi per la salute dei novesi. Durante la conferenza dei servizi, i vari enti chiamati a dare l’ok al progetto della Italcementi hanno però escluso la necessità di procedere alla Valutazione di Impatto Ambientale.
Così si è arrivati alla decisione di dare vita a una petizione. «Raccoglieremo le firme dei novesi per chiedere con forza alla Provincia di tornare sui propri passi. Non siamo pregiudizialmente contrari all’utilizzo delle ceneri, ma i cittadini novesi devono poter dormire sonni tranquilli. E per questo è necessario che vengano fatti tutti gli approfondimenti tecnici del caso», concludono Moncalvo e Ciliberto.