Novese sul campo del Vado: ma il futuro è fosco
La formazione di Cotta cerca un punto contro un'avversaria fuori da ogni gioco. Da verificare, al termine della stagione, la prosecuzione del progetto triennale avviato quest'anno
La formazione di Cotta cerca un punto contro un'avversaria fuori da ogni gioco. Da verificare, al termine della stagione, la prosecuzione del progetto triennale avviato quest'anno
NOVI LIGURE – La Novese affronta l’insidiosa trasferta di Vado. Serve almeno un punto nelle ultime due uscite per mettere in cassaforte la permanenza in Serie D. Questo è il responso dell’ultima gara, l’anticipo prepasquale risoltosi con l’1-1 con la Lavagnese grazie alla rete del gioiellino Ponsat. Difficile fare punti in terra ligure, se la squadra di Cotta sarà quella vista al Girardengo, ma soprattutto nell’ultima infausta trasferta di Borgosesia. Difficile in considerazione della assenze per squalifica di Merlin e Zirilli, espulsi con la Lavagnese, che costringeranno il mister a rivedere reparto difensivo e attacco. Per contro c’è da dire che i rossoblu savonesi non hanno più nulla da chiedere alla stagione. Il “capitale” per i bianconcelesti è la gara con il Verbania, prevista per l’ultima di campionato, quando non dovrebbe essere troppo difficile muovere la classifica.Chiusa una stagione di gran lunga inferiore rispetto alle attese della vigilia, si tratterà di capire qualcosa del futuro immediato della società. L’impressione è che il tanto decantato “progetto Novese” che in tre stagioni avrebbe dovuto portare i biancocelesti nei professionisti è finito. Probabilmente la cordata di imprenditori lombardi su cui qualche dirigente biancoceleste nutriva molta fiducia, non farà parte della prossima Novese: per Gigliotti e i suoi soci si parla con insistenza di un forte interessamento nei confronti del Pavia e qualcuno li associa alla Reggiana. Nuvole grigie si addensano quindi attorno al sodalizio. La città attende delle risposte. In tutti i sensi.