Crollo in via San G. Bosco, trovato il cadavere della 84enne
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
28 Aprile 2014
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Crollo in via San G. Bosco, trovato il cadavere della 84enne

L'ultima debole speranza di ritrovare viva l'anziana novese che abitava nell'edificio è svanito intorno alle 13. Ora saranno le perizie a stabilire il perché una delle pareti portanti è crollata, portando con sé i soffitti. E la vita di una persona.

L'ultima debole speranza di ritrovare viva l'anziana novese che abitava nell'edificio è svanito intorno alle 13. Ora saranno le perizie a stabilire il perché una delle pareti portanti è crollata, portando con sé i soffitti. E la vita di una persona.

NOVI LIGURE – Un botto alle otto del mattino. Poi le sirene: vigili del fuoco e ambulanze, carabinieri e polizia municipale. Al numero 24 di via San Giovanni Bosco, però, in quella casetta che da sempre convive con la ferrovia, c’erano solo da raccogliere le macerie. E un cadavere.
Quello di una donna di 84 anni, Nevina Assunta Beltracchini. L’anziana viveva al primo piano dell’edificio – in un paio di stanze – e quando una delle pareti portanti ha ceduto, portando con sé il soffitto, è rimasta uccisa tra le macerie.

Le cause del crollo sono ancora da individuare con precisione. Per ora è escluso lo scoppio dovuto a una fuga di gas. Forse si è trattato di un cedimento strutturale, dovuto allo stato di vetustà dell’immobile, ma è solo una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti. Quando una delle pareti portanti interne si è frantumata, il primo a crollare è stato il soffitto del primo piano, quello che separa (o meglio dire: separava) le stanze abitate dalle signora Beltracchini dal sottotetto. Immediatamente dopo, le macerie hanno fatto crollare anche il soffitto del piano terreno, dove invece non c’era nessuno.

Da fuori, l’edificio sembra integro. Il tetto ha retto, le tegole sembrano nuove. La tinta acquamarina dell’intonaco, la parabola sul balcone, un bell’albero cresce rigoglioso davanti alla finestre dove l’83enne ha perso la vita. Dentro, invece, è solo un grande involucro vuoto, con la polvere fitta che danza macabra nell’aria e che impedisce di respirare senza la mascherina. Qua e là però spunta una seggiola, un cassetto, un piatto. Tracce di una vita semplice, su cui il destino si è abbattuto senza lasciare scampo.

Dalle prime testimonianze, pare che l’anziana – che viveva sola dopo essere rimasta vedova ed era curata da un nipote – spesso si addormentasse in cucina. I vicini dicono che la luce in quella stanza talvolta rimaneva accesa anche in piena notte. C’era un divanetto, su cui Nevina si riposava, gettando un’occhiata alla televisione, che era la sua principale compagnia.

I vigili del fuoco e i tecnici del Comune hanno impiegato ore per ritrovarla. Il corpo ormai senza vita della 83enne novese è stato portato via solo intorno alle 13. Via San Giovanni Bosco, nel momento in cui scriviamo – le 14.00 – è ancora chiusa al traffico per permettere i lavori di rimozione delle macerie e di messa in sicurezza di quello che rimane dell’edificio.

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