Crollo di via S.G. Bosco, Nevina e quel contratto “vita natural durante”
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
29 Aprile 2014
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Crollo di via S.G. Bosco, Nevina e quel contratto “vita natural durante”

Gli inquirenti stanno cercando la causa del cedimento che ha causato la morte dell'84enne novese, che aveva venduto l'edificio conservandone l'usufrutto. In un alloggio adiacente erano stati eseguiti lavori non autorizzati: sono in qualche modo collegati al crollo? O forse è un colpo di coda del terremoto del 2003?

Gli inquirenti stanno cercando la causa del cedimento che ha causato la morte dell'84enne novese, che aveva venduto l'edificio conservandone l'usufrutto. In un alloggio adiacente erano stati eseguiti lavori non autorizzati: sono in qualche modo collegati al crollo? O forse è un colpo di coda del terremoto del 2003?

NOVI LIGURE – Sono affidate al pubblico ministero Anna Bertini le indagini sul crollo che ieri mattina, a Novi Ligure, in via San Giovanni Bosco, ha causato la morte di Nevina Assunta Beltracchini, di 84 anni.
Il pm ha effettuato un primo sopralluogo sul luogo della tragedia e ha dato il nullaosta alla rimozione della salma, che è stata trovata dai vigili del fuoco impegnati nella rimozione delle macerie intorno alle 12.15 e trasportata all’obitorio del San Giacomo intorno alle 13.00. L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo. Il fascicolo, per ora, è stato aperto contro ignoti.

Le indagini ora si concentrano su cosa abbia potuto causare il crollo di una delle pareti portanti interne della casa, che a ruota ha trascinato con sé i soffitti. Esclusa solamente l’ipotesi di uno scoppio (ad esempio per una fuga di gas), gli inquirenti dovranno ora capire cosa ha causato il cedimento strutturale: forse è stato causato dalla vetustà dell’immobile, forse da infiltrazioni di acqua, forse da una cattiva manutenzione dello stabile, forse addirittura di trattava di vecchie crepe risalenti al terremoto del 2003 e trascurate.

È poco chiaro anche il momento del crollo. Alcuni vicini parlano delle 8 del mattino (l’allarme al centralino dei vigili del fuoco è arrivato poco dopo). Altri invece hanno avvertito un rumore sinistro già nella notte. Il fatto è che la ferrovia, che corre a pochi passi di distanza, di certo non aiuta: i residenti della zona sono ormai “vaccinati” ai frastuoni. E delle due abitazioni adiacenti a quella della Beltracchini una è sostanzialmente disabitata, l’altra è stata oggetto, nel 2011, di un’ordinanza di sequestro da parte del Comune.

All’interno di quell’alloggio, infatti, erano stati intrapresi lavori non autorizzati. La polizia municipale era dovuta intervenire più volte, fino a quando non vennero messi i sigilli alle porte. Ieri ovviamente è stata emessa una nuova ordinanza di sequestro, che riguarda tutto l’edificio. Quei lavori sono in qualche modo collegati al crollo che ha provocato la morte della 84enne novese? Non ci sono elementi per affermarlo.

Ironia della sorte, l’appartamento in cui Nevina Assunta Beltracchini ha concluso la propria esistenza fino a qualche anno fa era di sua proprietà. Poi l’anziana l’aveva venduto, riservandosi però il diritto di usufrutto con la clausola «vita natural durante».

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