Addio a Emilio Riva, ultimo “Signore dell’acciaio”
Home
Sara Moretto - s.moretto@ilnovese.info  
1 Maggio 2014
ore
00:00 Logo Newsguard

Addio a Emilio Riva, ultimo “Signore dell’acciaio”

Emilio Riva si è spento al termine di una lunga malattia nella giornata di ieri, mercoledì 30 aprile, all’età 88 anni nella sua villa in provincia di Varese. Dopo la scomparsa di Luigi Lucchini e Steno Marcegaglia, rimaneva l'ultimo della generazione dei grandi "signori dell'acciaio" italiani

Emilio Riva si è spento al termine di una lunga malattia nella giornata di ieri, mercoledì 30 aprile, all?età 88 anni nella sua villa in provincia di Varese. Dopo la scomparsa di Luigi Lucchini e Steno Marcegaglia, rimaneva l'ultimo della generazione dei grandi "signori dell'acciaio" italiani

NOVI LIGURE – Dopo la scomparsa di Luigi Lucchini e Steno Marcegaglia, se ne è andato anche l’ultimo della generazione dei grandi “signori dell’acciaio” italiani: Emilio Riva, ha perso la sua battaglia con una lunga malattia nella giornata di ieri, mercoledì 30 aprile, all’età 88 anni nella sua villa in provincia di Varese.

Il nome del patron dell’omonimo gruppo dell’acciaio, dalla metà degli anni Novanta, è stato legato all’Ilva di Taranto, stabilimento segnato dalle vicende giudiziarie di questi anni, da indagini e sequestri, dallo scontro tra chi inneggiava al diritto al lavoro e chi difendeva la tutela delle salute.

Una questione, quella dell’Ilva di Taranto, partita a seguito della maxi-inchiesta avviata dalla procura di Taranto con come capi d’imputazione inquinamento e disastro ambientale. Nel luglio 2012, lo stesso Patron veniva raggiunto dalla notizia degli arresti domiciliari imposti dal gip Patrizia Todisco. In quel mese il gip stabiliva inoltre la messa sotto sequestro senza dell’intera area a caldo dell’ Ilva. Le vicende dello stabilimento sono proseguite, con l’istituzione dell’Aia, il piano per il risanamento, e la decisione, presa da Palazzo Chigi nel giugno 2013, di commissariare l’Ilva di Taranto. A risanare lo stabilimento, nel ruolo di commissario venne chiamato Enrico Bondi.

Intanto, nel maggio dello stesso anno, il gip Patrizia Todisco decretò il sequestro dei beni dei Riva per oltre otto miliardi di euro da parte dei militari della guardia di Finanza di Taranto. Sentenza ribaltata nel mese di dicembre dalla Cassazione.  In tutto questo, a vivere nella preoccupazione erano anche gli altri stabilimenti Ilva italiani, compreso il polo di Novi Ligure.

Nuovi arresti venivano ordinati nel settembre 2013, quando dalle indagini la presenza di un “governo ombra”, formato da cinque personaggi che, pur non comparendo nell’organigramma dell’azienda agivano, mediavano, dava ordini e scavalcavano ruoli. Questi i fatti e le vicende che hanno segnato gli ultimi anni di Emilio Riva, stroncato infine dalla malattia.

 

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione