MESSAGGI IN BOTTIGLIA – La bambina con il violino
A Növe èe pü lucu u sóuna èe Swéing!, una serata pensata e costruita per Novi e con Novi, uno spettacolo di musica e "novesità", che ha avuto un grande successo perché organizzata con il cuore: compreso, apprezzato e hanno deciso di esserci
?A Növe èe pü lucu u sóuna èe Swéing!?, una serata pensata e costruita per Novi e con Novi, uno spettacolo di musica e "novesità", che ha avuto un grande successo perché organizzata con il cuore: compreso, apprezzato e hanno deciso di esserci
NOVI LIGURE – Una bambina percorre il corridoio centrale della sala sotto lo sguardo di circa 400 persone che la osservano curiosi. Si chiama Ludovica, ha 9 anni e porta con sé un violino. Cammina mano nella mano con un signore distinto in abito da concerto, che indossa un paio di occhiali proprio strani, sotto i quali uno sguardo dolce e rassicurante la accompagna fino al palco, dove si posiziona con il suo violino e comincia a suonare. Le note di Bach si diffondono per la sala, sembra quasi di poterle vedere aleggiare sugli spettatori, che ascoltano attenti percependo con tutti i sensi ogni singola nota, assorbita fin nel profondo, per far vibrare all’unisono corpo e mente. Che lo spettacolo abbia inizio!
“A Növe èe pü lucu u sóuna èe Swéing!” è stata la serata pensata e costruita per Novi e con Novi e che ha avuto un grande successo perché organizzata con il cuore: i novesi lo hanno compreso, apprezzato e hanno deciso di esserci, per la loro città e per sostenere chi alla promozione e cura del benessere dei cittadini dedica volontariamente parte del proprio tempo. Lontani da qualsiasi colore politico, presente solo nelle divertenti imitazioni del nostro Lauretta, la serata ha dimostrato quanto si può ottenere quando le persone si mettono insieme e pensano e agiscono per un obiettivo comune, avendo come priorità la possibilità di contrastare qualsiasi forma di disagio e malessere. Proprio per questo ne scrivo, perché i modi con cui possiamo agire per promuovere lo stare bene, lo stare meglio, sono i più differenti e non necessariamente legati a chissà quale investimento economico, di tempo e di impegno.
Esiste una ricetta? Posso provare a identificare gli ingredienti di questa “torta” a base di novesità, swing e volontariato. Prima di tutto il desiderio di fare qualcosa per gli altri, in questo caso per la propria città e per chi vive forme di disagio più o meno grave. Poi l’entusiasmo, il contagio emotivo e la capacità di fare gruppo, sapendosi fidare ed affidare. Il credere in quello che si fa e pensare che possa avere un significato, che possa cambiare qualcosa. E poi la musica, suoni, intrecci di voci, ritmi che si fondono e vibrano all’unisono con il nostro respiro, la musica che parla nel profondo di ognuno di noi per dire quello che le parole non riescono a dire.
Mio padre, grande estimatore di Jazz, mi ha insegnato ad amare la musica e lunedì sera mi ha accompagnato, un po’ come la bambina con il violino, a scoprire quanto la musica non si possa descrivere ma solo vivere, leggendo le emozioni sui volti delle persone, nei movimenti dei loro corpi, incrociando sguardi pieni di ricordi, legati magari proprio a quelli della nostra Novi che scorre nelle immagini sullo sfondo. Tra queste Girardengo, Coppi e i tanti nostri campioni dello sport, di ieri e di oggi: “mio padre mi ha insegnato ad andare in bicicletta…la mano sul sellino” sono le parole con cui Faustino Coppi, in maniera delicata e silenziosa, quasi schiva, ci sollecita a continuare a pedalare nella nostra Novi, che non è certo perfetta né si vuole sottovalutarne o trascurare gli aspetti negativi, ma è la nostra Città e questo era solo un assaggio!
“Le note sono come le persone. Devi alzarti e salutarle una ad una” (Wayne Shorter)