Crollo di via S.G. Bosco, ci sono i primi indagati
La procura ha inviato a due persone un avviso di garanzia per il cedimento che ha causato la morte della 84enne novese Nevina Assunta Beltracchini: si tratta del proprietario dell'edificio e di un impresario edile novese che aveva realizzato alcuni lavori in una costruzione adiacente.
La procura ha inviato a due persone un avviso di garanzia per il cedimento che ha causato la morte della 84enne novese Nevina Assunta Beltracchini: si tratta del proprietario dell'edificio e di un impresario edile novese che aveva realizzato alcuni lavori in una costruzione adiacente.
NOVI LIGURE – Ci sono almeno due indagati per il crollo dell’edificio di via San Giovanni Bosco, avvenuto lo scorso lunedì 28 aprile, in cui ha perso la vita la 84enne Nevina Assunta Beltracchini. Si tratterebbe di un impresario edile novese, che aveva eseguito alcuni lavori in una costruzione adiacente a quella coinvolta dal cedimento, e del proprietario dell’edificio, un pozzolese. L’anziana era un tempo lei stessa proprietaria dell’alloggio in cui abitava, ma aveva venduto la nuda proprietà conservando l’usufrutto vita natural durante.
Nei prossimi giorni, la procura della Repubblica nominerà un perito che dovrà stilare una relazione sulle cause del crollo e da cui potranno arrivare elementi più concreti per le indagini. Anche i difensori dei due indagati – Davide Bianchi per l’imprenditore novese, il legale d’ufficio Alberto Raiteri per il proprietario – potrebbero incaricare un perito di parte.
Entro breve dovrebbero arrivare anche i risultati dell’autopsia: il pm Anna Bertini, titolare dell’indagine, ha infatti chiesto al medico legale Stefano Consonno di eseguire l’esame necroscopico.