Addio a Marco Barbieri, lo scultore del legno
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
5 Maggio 2014
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Addio a Marco Barbieri, lo scultore del legno

È mancato sabato a soli 42 anni. Folgorato nel 2006 dall'opera del maestro Franco Casoni, aveva iniziato a intagliare il legno, arrivando a esporre un po' in tutto il Nord Italia. Non ha abbandonato lo scalpello neanche nei suoi ultimi giorni di vita.

È mancato sabato a soli 42 anni. Folgorato nel 2006 dall'opera del maestro Franco Casoni, aveva iniziato a intagliare il legno, arrivando a esporre un po' in tutto il Nord Italia. Non ha abbandonato lo scalpello neanche nei suoi ultimi giorni di vita.

NOVI LIGURE – Negli ultimi mesi aveva iniziato a lavorare ancora più alacremente. Un progetto dietro l’altro, come se avesse capito che il tempo a sua disposizione stesse per finire. Lo scultore novese Marco Barbieri è infatti mancato sabato 3 maggio, dopo una lunga malattia, a soli 42 anni. Grande tifoso del Torino, se n’è andato a poche ore di distanza dall’anniversario della tragedia di Superga.

Barbieri aveva scoperto la sua vena artistica nel 2006, quando era stato folgorato dall’incontro con il maestro scultore Franco Casoni, di cui diventa allievo. Da allora, non passerà giorno senza che Marco si dedichi con impegno alla propria passione per l’intaglio del legno.
Aveva esposto in numerose mostre collettive e manifestazioni fieristiche in Piemonte, Liguria e Lombardia, e ovviamente nella sua Novi (al centro d’arte Pieve e a “Mastro Artigiano”, tanto per fare un paio di esempi). Per la sua capacità di scolpire il legno, si era distinto in varie edizioni della fiera “Tuttoantico” di Genova, a cui aveva partecipato con l’Istituto nazionale superiore per il restauro del mobile.
Esattamente un anno fa, nel maggio 2013, era stato premiato per la sua opera emblematica “Testa di un giovane guerriero” nella mostra collettiva internazionale “Premio Città di Foglizzo”.

Lo scrittore Antonio Pisotti disse di Marco: «Non tutti gli artisti creano. Molti si limitano a riproporre esperienze passate. Alcuni stentano, e imprigionano emozioni nei loro manufatti. Pochi, quelli veri, le liberano; e il risultato è che l’opera vibra di vita propria. Barbieri è uno di questi pochi artisti, creatori. L’arte è il mestiere dell’anima. E solo una grande anima può fare grande l’arte».

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