#Santinidimerda, una campagna elettorale (involontariamente?) comica
Su internet un gruppo di appassionati sta raccogliendo i santini più singolari e più divertenti (e quelli che presentano le fotografie, come dire?, meno accattivanti). Tra di essi, spuntano anche quelli di tre candidati al consiglio comunale di Novi Ligure.
Su internet un gruppo di appassionati sta raccogliendo i santini più singolari e più divertenti (e quelli che presentano le fotografie, come dire?, meno accattivanti). Tra di essi, spuntano anche quelli di tre candidati al consiglio comunale di Novi Ligure.
NOVI LIGURE – Sarà che la crisi ha davvero ristretto i portafogli di molti italiani. Sarà che i politici, in questo clima di austerità, non possono mostrarsi spendaccioni. Una cosa però è certa: mai come quest’anno, la campagna elettorale si sta dimostrando “moscia”, quantomeno sul fronte della comunicazione. E così finora non si sono viste (per fortuna) le buche delle lettere intasate dai santini, dai depliant e dai volantini degli aspiranti sindaci e consiglieri comunali.
Un altro effetto della riduzione del budget per la pubblicità elettorale è che molti santini vengono realizzati in economia, con l’aiuto dell’amico che smanetta un po’ con Photoshop o del tizio convinto che basti avere un computer per essere un “grafico”. Per la fotografia inutile rivolgersi a un professionista: meglio una bella foto scattata con il cellulare «che le fa così bene». Il risultato, nel migliore delle ipotesi, è un santino con una fotografia sgranata, buia o fuori fuoco. Se siete un aspirante consigliere e i vostri concittadini, quando vi vedono, cambiano marciapiede, probabilmente la foto sul vostro santino ha scalato un ulteriore gradino: quello dell’effetto “foto segnaletica”. In pratica vi hanno scambiato per un pregiudicato.
Ma se il vostro santino è veramente “singolare” o se lo slogan è (involontariamente?) comico, forse potrete entrare nell’empireo dei «Santini di merda» (si chiama proprio così). Sui social network Facebook e Tumblr, infatti, un gruppo di appassionati ha raccolto (e sta tuttora raccogliendo) i più strani santini elettorali del 2014. C’è il tizio che nel proprio santino scrive «Ttt per te», dove si suppone che «ttt» stia per tutto, come negli sms degli adolescenti. L’altro che propone una «Campobasso fashion e moderna», spiegando che «bisogna osare per volare», in perfetto stile Crozza-Renzi. C’è «l’unica vera lista civica», con le foto dei candidati racchiuse nello stesso ovale che di solito si usa sulle lapidi. E ancora: il candidato che viene rappresentato come nelle pubblicità di Mastro Lindo il cui motto è «Pulisci la politica».
Tra i più coraggiosi un candidato di Montesilvano, che sul santino si fa fotografare in cravatta e mutande (e basta): «La politica ci ha tolto tutto, è arrivato il momento di cambiare». Come dargli torto, (s)vestito così?
C’è la dottoressa che sul santino si presenta con camice e stetoscopio e spiega che «insieme possiamo rianimare la città» (speriamo non con la respirazione bocca a bocca, perché la signora benché ben curata non è più giovanissima).
Dimostra invece parecchia autoironia una delle candidate alle elezioni comunali di Bergamo, che sul santino ha fatto mettere 20 piccole foto: in ognuna fa una boccaccia differente. Un po’ meno divertente, invece, la scelta di un candidato di Pavia, che ha trasformato la propria immagine come fece Andy Warhol con Marilyn Monroe. Peccato che l’autore della foto non sia Warhol, e che il candidato non sia esattamente paragonabile alla donna più desiderata dagli americani.
Di «santini di merda» da commentare ce ne sarebbero veramente tanti. Tra di essi, spuntano anche quelli di tre novesi. Il primo è quello di Sonia Biglieri e Francesco Andronico: candidati consiglieri per il Pd, si sono fatti ritrarre nei panni delle “Iene” di Quentin Tarantino, con un slogan che richiama una delle scene del film: «Se vuoi che sia anche colpa tua, sostienici con la tua preferenza». L’altro è quello di Mario Summa, candidato di Alternativa Novese: diciamo che non è il massimo, ma se ne sono visti di peggio.
Per concludere, i nostri due santini preferiti: quello di un candidato di Bari, che scrive sul fronte: «Io farò tutto il possibile. Per i miracoli…» e sul retro eccotelo lì, San Nicola con l’aureola.
L’altro è quello di un altro barese: di cognome fa Finocchio e il santino è appiccicato su una confezione di semi di finocchio: «Semina uno come te», è il suo motto. Se non altro si è reso utile.