Volontariato, la San Vincenzo è in cerca di giovani
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Redazione - redazione@ilnovese.info  
18 Maggio 2014
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Volontariato, la San Vincenzo è in cerca di giovani

“Non siamo in sofferenza – spiega il presidente del Gruppo vincenziano, Ada Caraccia – ma ci farebbe piacere accogliere nuovi volontari". Oggi l'associazione provvede a preparare oltre 70 pasti giornalieri per la mensa dei poveri di via Ovada

?Non siamo in sofferenza ? spiega il presidente del Gruppo vincenziano, Ada Caraccia ? ma ci farebbe piacere accogliere nuovi volontari". Oggi l'associazione provvede a preparare oltre 70 pasti giornalieri per la mensa dei poveri di via Ovada

NOVI LIGURE – Il Gruppo vincenziano di Novi chiede nuovi volontari per poter proseguire al meglio l’assistenza.  Infaticabilmente, oggi i volontari provvedono a preparare oltre 70 pasti giornalieri per la mensa dei poveri in via Ovada, ma le attività si esplicano verso molteplici direzioni.

“Non siamo in sofferenza – precisa il presidente del Gruppo vincenziano, Ada Caraccia – ma ci farebbe piacere accogliere nuovi volontari, possibilmente giovani in base alle disponibilità, senza sacrificare lo studio. Il nostro lavoro è basato su un impegno costante che i ragazzi non possono sempre avere, specialmente gli studenti. Considereremmo anche “giovani pensionati” che avrebbero piacere di dedicarsi a qualcosa di diverso. Abbiamo per esempio il piacere di avere due signore, giovani pensionate, che provvedono all’amministrazione inserendo sul pc i nostri assistiti e quindi permettere un migliore servizio”.

La mensa vincenziana è aperta da lunedì a venerdì a mezzogiorno, ma qualcosa viene consegnato ai bisognosi anche per la sera. Adesso il Gruppo è impegnato anche a fornire pasti per il dormitorio e provvede a varie assistenze domiciliari, seguito dal Csp. “Avere nuovi volontari è importante – prosegue la signora Caraccia – Prima assistevamo tanti stranieri, ma ora ci sono parecchi italiani anche del circondario. Provvediamo a menu differenziati per religione, medicinali a chi non è convenzionato, ma vogliamo far sentire tutti a casa propria con amicizia. Cerchiamo di arrivare dove altri non arrivano, integrando le assistenze istituzionali”.

 

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