Discariche abusive, è emergenza amianto
Stanziati i fondi, una ditta specializzata ha iniziato nella giornata di martedì scorso i lavori per la bonifica di quattro discariche abusive. La situazione è grave non solo per Novi, ma soprattutto per i piccoli comuni del circondario
Stanziati i fondi, una ditta specializzata ha iniziato nella giornata di martedì scorso i lavori per la bonifica di quattro discariche abusive. La situazione è grave non solo per Novi, ma soprattutto per i piccoli comuni del circondario
NOVI LIGURE – Emergenza amianto a Novi e soprattutto nel territorio circostante. Il Comune ha stanziato una cifra a bilancio che consente ancora di poter intervenire per rimuovere le 4 discariche abusive che sono state create lungo la strada dell’Imperatore (in più parti), in strada Bosco Marengo, nella frazione Merella (strada del Cantù) e persino nella zona artigianale Cipian in località Tuara. Una ditta specializzata, la “Airone” da martedì sta provvedendo alla rimozione e alla bonifica ambientale.
Dovunque, insieme a materiale di indubbia provenienza edilizia, sono state abbandonate lastre di eternit in pessimo stato di conservazione. Ciò significa che il loro deterioramento è causa di dispersione di fibre di amianto che se inalate possono provocare gravi conseguenze alla salute pubblica. L’allarme, più che a Novi, viene lanciato dai piccoli Comuni del circondario che, causa la crisi, non hanno abbastanza soldi per provvedere alla messa in sicurezza delle discariche. Viene pertanto rilanciato l’sos ai cittadini che dovrebbero segnalare alle autorità anche con foto e filmati, gli autori di queste pericolose discariche.
“Abbiamo cominciato con la rimozione dell’amianto, in base alle disposizioni del Comune di Novi – spiega il rappresentante legale della ditta “Airone” Gianluigi Perino, incaricata della rimozione dell’amianto – e stiamo procedendo in quattro zone: strada dell’Imperatore, strada Bosco Marengo, zona Tuara – Cipian e la frazione Merella in strada del Cantù. Smaltire le lastre d’amianto è piuttosto costoso e le persone tendono quindi a disfarsene lungo i cigli delle strade o in zone poco frequentate, senza pensare che qualora venissero sorpresi a farlo, andrebbero incontro a pesanti sanzioni di carattere penale.
La situazione peggiora giorno dopo giorno, perché i Comuni non hanno più i soldi per poter intervenire. Si parla di danni irreparabili per le comunità. Sempre nel caso novese, poi, il nostro intervento non è limitato alla sola rimozione del materiale pericoloso, ma anche alla scarificazione di 4-5 centimetri di terreno intriso di amianto, a causa delle piogge. Il materiale inquinato viene poi accuratamente isolato e conferito a Asti per poi essere trasferito in Germania, dove ci sono discariche preposte ad accogliere il materiale. Purtroppo in Italia non ci sono praticamente più discariche deputate a questo tipo di smaltimento”.
Il servizio completo è sul Novese in edicola fino a mercoledì 21 maggio.