Una parte della “Giorgi” per la sede dei musulmani
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Redazione - redazione@ilnovese.info  
21 Maggio 2014
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Una parte della “Giorgi” per la sede dei musulmani

La crisi investe anche la comunità araba, che ha annunciato all’amministrazione comunale, l’intenzione di trovare un’alternativa per la sede del centro. Broda: “Vorremmo sottolineare che la rinuncia a costruire il centro islamico in via Ovada è maturata unicamente in ragione della crisi economica e dei costi elevati di costruzione

La crisi investe anche la comunità araba, che ha annunciato all?amministrazione comunale, l?intenzione di trovare un?alternativa per la sede del centro. Broda: ?Vorremmo sottolineare che la rinuncia a costruire il centro islamico in via Ovada è maturata unicamente in ragione della crisi economica e dei costi elevati di costruzione

NOVI LIGURE – Niente più centro culturale islamico di fronte al mercato ortofrutticolo. La crisi investe anche la comunità araba novese che nei giorni scorsi ha annunciato all’amministrazione comunale, l’intenzione di trovare un’alternativa al proprio progetto.  Tuttavia non rinunzia all’idea di trovare una nuova sede, sempre in città, probabilmente acquisendo anche a titolo di locazione una parte della ex caserma Giorgi, previa formalizzazione di un accordo con il Demanio.

“Vorremmo sottolineare che la rinuncia a costruire il centro islamico in via Ovada è maturata unicamente in ragione della crisi economica e dei costi elevati di costruzione – precisa l’assessore alle Politiche sociali, Felicia Broda – Ci siamo incontrati con i rappresentanti della comunità araba che ci hanno spiegato appunto i motivi della rinunzia. Forse in piccolissima parte avranno inciso alcune contestazioni strumentali di una parte politica, ma la vera ragione è comunque legata non tanto ai costi del terreno, quanto alla costruzione vera e propria. C’è stato inoltre spiegato che formalizzeranno una richiesta al Demanio per acquisire una parte della vecchia struttura militare di via Verdi, sempre per trasformarla in un centro di cultura islamica. Ma ciò avverrà quando la situazione si sarà stabilizzata e sapranno di quale cifra disporre. Non avranno quindi più l’amministrazione comunale come interlocutore, ma tratteranno solo con l’agenzia demaniale di Stato”.

La posizione logistica della “Giorgi” è decisamente migliore rispetto alla precedente destinazione, in quanto più centrale. Fattore non trascurabile, poiché in tal modo potrebbe essere maggiormente frequentata soprattutto da chi non può disporre dell’auto.

“L’ex caserma – conclude Felicia Broda – si presterebbe anche per la realizzazione di una scuola di lingua araba, fortemente richiesta e aperta a tutti. Adesso ha sede temporanea in un oratorio cattolico cittadino, poiché le stesse religioni locali, come del resto avviene a livello nazionale, favoriscono legittimamente la libertà di culto. Alla Casa del Giovane della parrocchia di San Pietro, a esempio, tanti ragazzi musulmani frequentano l’oratorio, interagendo con i coetanei cristiani. L’anno scorso si è svolto un evento a Novi in cui furono invitati i rappresentanti di varie religioni. Si parlò molto della costruzione di un centro di cultura islamica e tutti si dichiararono favorevoli. Un centro islamico già esiste a Novi da vent’anni e mai ci sono stati problemi di alcun genere”.

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