Comunali, the day after: nel centrodestra accuse e rimpianti
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
28 Maggio 2014
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Comunali, the day after: nel centrodestra accuse e rimpianti

Mentre Muliere e Gallo preparano il ballottaggio, lo schieramento di centrodestra si interroga: tutti insieme, i cinque candidati avrebbero raggiunto il 28,8 per cento. Cuccuru: "In tanti hanno remato contro". Porta: "Toccato il fondo".

Mentre Muliere e Gallo preparano il ballottaggio, lo schieramento di centrodestra si interroga: tutti insieme, i cinque candidati avrebbero raggiunto il 28,8 per cento. Cuccuru: "In tanti hanno remato contro". Porta: "Toccato il fondo".

NOVI LIGURE – Da una parte la soddisfazione di Rocchino Muliere e la consapevolezza che – anche se ha sfiorato la soglia del 50 per cento e ha ottenuto più del doppio dei voti del proprio avversario – domenica 8 giugno, al ballottaggio, quei voti saranno da riconquistare uno a uno.
Dall’altra la tenacia di Fabrizio Gallo, che ha deciso di non darsi per sconfitto e che, con una buona dose di autoironia, ha trasformato lo slogan della campagna elettorale da «Vinciamo noi» a «Vinciamo poi», in riferimento proprio al ballottaggio.

In mezzo tutti gli altri. Quelli che una batosta così proprio non se l’aspettavano. Quelli che «sono contento del risultato raggiunto». Quelli che «ho sbagliato tutto». Quelli che «m’hanno lasciato solo». Quelli che se la prendono con gli (ex) amici. Quelli che se la ridono «ché intanto è uguale». Quelli che «l’importante è aver preso un voto in più di quell’altro».

Alessandro Molinari, con la sua lista “A sinistra”, è uno di quelli ligi alla tradizione comunista, di responsabilità e rigore: «Il nostro risultato è stato deludente [277 voti, pari all’1,9 per cento; ndr]. La colpa è mia. Non sono stato in grado di far comprende agli elettori la nostra idea di città». Molinari annuncia che al ballottaggio chiederà ai suoi di «sostenere Gallo e il Movimento 5 Stelle». Non tutta la sinistra è però schierata con i grillini: il segretario cittadino dei Comunisti Italiani Gianni Malfettani ha infatti annunciato che il Pdci ha scelto Muliere.

Nel centrodestra le acque sono un po’ più agitate. D’altronde, messi tutti insieme, i cinque candidati che fanno riferimento a quell’area avrebbero raggiunto il 28,8 per cento, e adesso al ballottaggio ci sarebbe uno di loro, anziché Gallo, che si è fermato al 21,9 per cento. Anche senza Maria Rosa Porta («ogni tanto qualcuno per opportunismo mi iscrive al centrodestra, ma la verità è che il centrodestra, a Novi, è alla deriva dal 2009 e lo rimarrà per altri cinque anni»), la percentuale sarebbe stata comunque sufficiente ad approdare al secondo turno (22,6 per cento).

Tipici “discorsi da bar”, per carità, che lasciano il tempo che trovano. Ormai i giochi sono fatti. Il più amareggiato sembra essere Costanzo Cuccuru (13,8 per cento): «Abbiamo pagato l’andamento negativo che a livello nazionale ha colpito Forza Italia». Ma il trend generale non basta a spiegare lo scarso 9,7 per cento che il partito di Berlusconi ha raggiunto in città: «I miei avversari più feroci sono state persone che in Forza Italia hanno militato – accusa Cuccuru – Gianfranco Chessa, Piero Vernetti, Andrea Scotto. Una cosa inspiegabile “l’impegno” ai danni del loro ex partito». Ma Cuccuru ne ha anche per gli altri candidati del centrodestra: «Li ho incontrati tutti, e a tutti ho spiegato che le avventure solitarie non avevano nessuna chance, che dovevamo rimanere uniti». E invece niente.

Maria Rosa Porta è serena e parla del ballottaggio come di un «risultato scontato». Per ora nessuna dichiarazione di voto a favore dell’uno o dell’altro contendente: arriverà (se arriverà) la settimana prossima. Il giudizio più netto la candidata di “X Novi” lo riserva al centrodestra novese, che «ha toccato il fondo». I prossimi cinque anni «serviranno spero a farlo risalire», perché «la frattura del 2009 non si è ancora rinsaldata: le divisioni che viviamo oggi sono figlie di quella tragica stagione politica».

Pino Dolcino e Francesco Sofio ringraziano gli elettori: dopo cinque anni di impegno in consiglio comunale (da soli hanno prodotto più interpellanze di tutti gli altri messi insieme) escono dalla scena il primo con 467 voti e il 3,2 per cento dei consensi, il secondo con 416 voti pari al 2,8 per cento. Stessa percentuale di Andrea Scotto (419 voti): anche per lui non ci sarà posto in consiglio comunale: «Torno a fare il presidente dell’associazione Avanti Novi. Non lascio la politica, anzi, continuerò a far sentire la voce di chi ha creduto nel progetto politico di Alternativa Novese».

[L’immagine del pugile è un dipinto di Walter Bongiorni, “La sconfitta”]

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