Pass, urologia e prevenzione spiegati agli studenti
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
29 Maggio 2014
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Pass, urologia e prevenzione spiegati agli studenti

Venerdì mattina all’ospedale “San Giacomo” il dottor Gianfranco Montefiore illustrerà agli studenti delle scuole superiori cittadine i risultati del progetto andrologico di screening per studenti

Venerdì mattina all?ospedale ?San Giacomo? il dottor Gianfranco Montefiore illustrerà agli studenti delle scuole superiori cittadine i risultati del progetto andrologico di screening per studenti

NOVI LIGURE – Venerdì mattina, alle 11,30, nell’aula magna dell’ospedale “San Giacomo” il dottor Gianfranco Montefiore [in foto] illustrerà agli studenti delle scuole superiori cittadine i risultati del programma Pass (progetto andrologico di screening per studenti).

Il progetto, partito ormai nel lontano 2010 da Novi, è stato un “apri pista” che ha raccolto consenso e seguito sia a livello locale, Pass è stato infatti “esportato” a Alessandria in collaborazione con il dottor Riccardo Cavoli del reparto di urologia dell’ospedale civile del capoluogo, sia fuori dai confini alessandrini come nel Ponente ligure da Ventimiglia a Varazze e nel torinese a Savigliano, Chiasso, Ivrea e Ciriè. “Nell’incontro con gli studenti – spiega Montefiore – dopo aver illustrato l’esito dell’indagine fra gli studenti, si aprirà un confronto con gli stessi che ci sottoporranno quesiti in merito all’argomento trattato”.

Accanto a questo progetto davvero lungimirante, l’attività del reparto di urologia del nosocomi novese è certamente di eccellenza. Proprio per questo l’urologia novese è tra i centri di riferimento in Piemonte per l’utilizzo di Greenlight, la nuova metodica messa a punto negli Stati Uniti che sostituisce il bisturi trasformando l’eccesso di tessuto prostatico in vapore. “L’ipertofia della prostata- dice Montefiore- è una patologia molto diffusa negli uomini dopo i 40 anni ed è destinata ad aumentare sempre di più, considerato l’invecchiamento continuo della popolazione”. Aggiunge Montefiore: “È una malattia che incide pesantemente sulla qualità della vita a causa dei suoi sintomi, che vanno dalla difficoltà a urinare, alla necessità di farlo più volte nella notte, fino ad arrivare, nei casi più seri, alla completa ritenzione urinaria sulla quale bisogna intervenire con urgenza”.

Nell’ultimo anno al “San Giacomo” sono stati effettuati 350 interventi per patologia prostatica benigna (IPB). “Con l’utilizzo della nuova strumentazione – sottolinea Montefiore – l’intervento, mininvasivo, si effettua per via endoscopica e in anestesia spinale. La maggior parte dei pazienti torna a casa il giorno dopo e riprende le normali attività nel giro di pochi giorni. Questo oltre a essere positivo per il paziente, lo è anche per la sanità dal momento che non c’è più degenza in ospedale di cinque giorni come avveniva in passato”.

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