Un tesoro che potrebbe costare caro
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Redazione - redazione@ilnovese.info  
1 Giugno 2014
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Un tesoro che potrebbe costare caro

Un cittadino straniero residente a Pozzolo, con la passione per la “caccia al tesoro”, in occasione del mercatino settimanale novese, “Novantico”, è stato sottoposto a un controllo da parte dell’ufficio di tutela dei beni culturali della Regione, mentre era intento a vendere monete e cimeli militari, da lui stesso recuperati

Un cittadino straniero residente a Pozzolo, con la passione per la ?caccia al tesoro?, in occasione del mercatino settimanale novese, ?Novantico?, è stato sottoposto a un controllo da parte dell?ufficio di tutela dei beni culturali della Regione, mentre era intento a vendere monete e cimeli militari, da lui stesso recuperati

NOVI LIGURE – C’è chi, per hobby, trascorre moltissimo del proprio tempo alla ricerca maniacale di tesori sepolti ai piedi di antichi manieri, nelle campagne, ma anche scandagliando fondali marini utilizzando il metal detector. Questa moda cominciò negli anni Sessanta in America e poi qualche anno dopo venne esportata anche in Europa prendendo piede in Gran Bretagna e poi un po’ dovunque.
Sembrerebbe un passatempo innocuo, ma le cose non stanno propriamente in questi termini. Potrebbe infatti costare molto cara a un cittadino straniero residente a Pozzolo, la passione per la “caccia al tesoro”. Sabato scorso, in occasione del mercatino settimanale novese, “Novantico”, l’uomo è stato sottoposto a un controllo da parte dell’ufficio di tutela dei beni culturali della Regione, mentre era intento a vendere monete e cimeli militari, da lui stesso recuperati.

Munito di metal detector, l’uomo era solito aggirarsi per hobby, soprattutto nelle aree che proprio in questa zona sono state teatro di violenti scontri tra eserciti, specialmente in riferimento alla famosa “Battaglia di Novi” del 1799. Non si sarebbe recato quindi lungo le spiagge affollate alla ricerca di monete, come spesso si usa da alcuni anni a questa parte, un po’ per moda, un po’ per necessità di “arrotondare”. Bensì in luoghi d’interesse storico. Alla richiesta di giustificazioni, il “cercatore di tesori” avrebbe fornito ai funzionari regionali risposte poco convincenti. A quel punto è stato richiesto l’intervento dei carabinieri, i quali, recatisi nell’abitazione di Pozzolo, hanno trovato e sequestrato il metal detector e altro materiale storico che presumibilmente era stato recuperato nella stessa maniera di quello proposto sul banchetto di “Novantico”.

I cimeli sono adesso al vaglio della soprintendenza piemontese. Il “cercatore di tesori”, suo malgrado, ha aperto un caso che certamente farà discutere. Sino a questo momento era stata ignorata la presenza di persone (sarebbero a decine) che utilizzando un costoso apparecchio, riescono a recuperare materiale storico e prezioso. La “febbre” del tesoro si sfoga soprattutto su internet, nei siti dedicati. Ci sono fortunatamente persone molto serie, come quelle che fanno capo a una nuova associazione novese. “Non è possibile cercare oggetti col metal detector senza autorizzazione – spiegano – e spesso occorre tempo per ottenerla. Con la nostra associazione abbiamo infatti posto questa richiesta e siamo in attesa di perlustrare il castello di Novi che, a nostro avviso, è stato sede di battaglie”.

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