“Arancia meccanica” in chiesa, parroco legato e picchiato
La vittima è don Aldo Tacchino, 88 anni, prete di Basaluzzo, ora ricoverato al San Giacomo. È stato salvato dal provvidenziale intervento di una giovane coppia. Laggressore, braccato da un gruppo di abitanti e dai carabinieri nelle campagne intorno al Lemme, è stato arrestato qualche ora dopo.
La vittima è don Aldo Tacchino, 88 anni, prete di Basaluzzo, ora ricoverato al San Giacomo. È stato salvato dal provvidenziale intervento di una giovane coppia. L?aggressore, braccato da un gruppo di abitanti e dai carabinieri nelle campagne intorno al Lemme, è stato arrestato qualche ora dopo.
BASALUZZO – Scene da “Arancia meccanica” nella serata di ieri, giovedì 5 giugno, a Basaluzzo. L’anziano parroco della chiesa di Sant’Andrea Apostolo, don Aldo Tacchino [nella foto], è stato legato, imbavagliato e picchiato selvaggiamente da un uomo di 30 anni, residente a Predosa, Mohamed Bounafaa, pregiudicato, che che è stato poi arrestato dai carabinieri dopo che alcune persone del paese avevano scatenato una “caccia all’uomo” per le campagne basaluzzesi.
Secondo una prima ricostruzione, ieri sera l’aggressore si sarebbe recato in canonica, forse per chiedere a don Aldo qualche soldo, o forse per tentare una rapina. Qualcosa però va storto e si scatena la violenza: il parroco, 88 anni, viene legato a una sedia, imbavagliato con il nastro adesivo e picchiato duramente. La sua fortuna, se così si può dire, è che una giovane coppia del paese aveva preso appuntamento con lui proprio ieri sera, per discutere i dettagli di un battesimo. Quando i due neo genitori arrivano, l’aggressore è costretto a dileguarsi: farfuglia una scusa, dice che non possono andare in canonica («il don è occupato, sta spazzando per terra») e scappa via in bicicletta.
Il tentativo di depistaggio non può funzionare. I due parrocchiani entrano e vedono sùbito don Aldo con il viso completamente coperto di sangue. Scatta l’allarme alle forze dell’ordine e al 118. La voce dell’aggressione si diffonde in poco tempo e i mezzi che passano a sirene spiegate tra le vie del paese fanno il resto: ben presto si forma una squadra di abitanti che inizia a cercare l’autore della violenza.
Mohamed Bounafaa nella zona è ben conosciuto, non è la la prima volta che si mette nei guai. Sabato, ad esempio, secondo quanto si dice in paese avrebbe rubato un’autovettura a Basaluzzo ma sarebbe stato sorpreso e nel tentativo di fuggire si sarebbe schiantato contro un albero, nei pressi del cimitero.
Ormai è buio completo, nel cielo c’è solo una falce di luna a illuminare la fuga di Bounafaa. Viene visto nella zona del Lemme, nei pressi del depuratore. Arrivano anche i vigili del fuoco, per illuminare la zona con le fotoelettriche. Alla fine, intorno alle due di notte, l’uomo viene arrestato dai militari dell’Arma, vicino al Lido di Predosa. Con sé aveva ancora il provento della rapina in canonica, circa 900 euro. Le accuse nei confronti di Bounafaa sono quelle di sequestro di persona, rapina aggravata, lesioni personali.
Don Aldo Tacchino, nato a Castelletto d’Orba nel 1926, dal 1972 è parroco di Basaluzzo: da oltre quarant’anni, dunque, è il punto di riferimento spirituale e religioso della comunità. Ma non solo: nel corso del proprio apostolato sacerdotale, si è anche adoperato per l’ampliamento dell’asilo “Pelucchi e Paleari”. Entrato in seminario a Stazzano nel 1938 e ordinato sacerdote nel 1950, prima di approdare in val Lemme ha servito la Chiesa a Broni, a Dova e a Montebruno. Attualmente regge anche la parrocchia di Nostra Signora delle Grazie, a Francavilla Bisio. Ricoverato al San Giacomo, i medici hanno riscontrato a don Tacchino lesioni costali, un trauma cranico e mascellare, e si sono riservati la prognosi.
[foto da “Il Popolo” e “L’inchiostro fresco”]