Occupazioni abusive: venti famiglie in attesa di processo
Continua ed è in costante aumento questo preoccupante fenomeno, causato da unemergenza abitativa che dura dal 2012. Il problema tocca soprattutto gli alloggi popolari Atc nella zona di viale Pinan Cichero via Crispi
Continua ed è in costante aumento questo preoccupante fenomeno, causato da un?emergenza abitativa che dura dal 2012. Il problema tocca soprattutto gli alloggi popolari Atc nella zona di viale Pinan Cichero ? via Crispi
NOVI LIGURE – A Novi continuano le occupazioni abusive sia per quanto riguarda gli alloggi pubblici che privati. La causa è il permanere di un’emergenza abitativa che dura dal 2012. Ogni area dismessa è buona, per i senzatetto, in prevalenza stranieri con famiglia. Difficile calcolare il numero di strutture private (disabitate da anni) occupate oggi, ma il problema tocca soprattutto gli alloggi popolari Atc nella zona di viale Pinan Cichero – via Crispi. Qui, dal 2012 sono stati occupati abusivamente 13 alloggi popolari di varia metratura. Spesso si trattava di famiglie da poco tempo arrivate in città che in virtù della legge esistente, pur non potendo esibire un contratto di locazione, potevano richiedere e ottenere la residenza. Non solo.
Tutti gli occupanti abusivi sono in possesso di regolare contratto per l’erogazione di energia elettrica, gas e acqua. La polizia municipale, dopo aver effettuato i sopralluoghi, hanno comunicato alla Procura l’occupazione abusiva e in tal modo è stato attivato l’iter burocratico per il processo giudiziario. I soggetti in attesa di processo, per ora sono oltre 20. “Occupare abusivamente un alloggio è un reato penale – specifica l’assessore uscente alle Politiche sociali, Felicia Broda – Per questo motivo, da subito, è cominciato un lavoro fatto di incontri con queste famiglie, nel tentativo di far comprendere la gravità dell’azione, aiutandole anche a cercare un altro alloggio. Molti sono stati i contatti anche con la Prefettura per cercare di pianificare gli spostamenti, concedendo tempo, supporto e accompagnamento per la ricerca di una nuova sistemazione abitativa.
Sono 4 o 5 le famiglie che sinora hanno liberato gli alloggi che poi sono stati assegnati a famiglie in lista d’attesa dell’Atc. I restanti alloggi restano occupati. Sarà l’Atc a decidere i modi e i tempi per eseguire gli sfratti. Alcune famiglie sono in difficoltà economica grave, altri svolgono invece attività lavorativa”. L’autodenuncia non cancella il reato e non consente di fare un contratto di locazione. Anzi, le famiglie occupanti non esiste più la possibilità di avere un’assegnazione popolare futura. Fino allo scorso mese chi occupava un alloggio poteva anche at-tivare le utenze. Una norma approvata a maggio, però, adesso non consente più di effettuare allacci se non in presenza di un regolare contratto. E nei prossimi giorni sono attesi interventi di sgombero coercitivo.