I tre “atti unici” della Giacometti chiudono Tealtro
Sabato 28 giugno alle 21 al Giacometti si è conclusa la stagione amatoriale Tealtro con la commedia Tre atti unici della Compagnia Teatrale Giacometti. Lo spettacolo, recitato in dialetto di Novi, si dipana, appunto, in tre atti.
Sabato 28 giugno alle 21 al Giacometti si è conclusa la stagione amatoriale Tealtro con la commedia ?Tre atti unici? della Compagnia Teatrale Giacometti. Lo spettacolo, recitato in dialetto di Novi, si dipana, appunto, in tre atti.
NOVI LIGURE – Sabato 28 giugno alle 21 al Giacometti si è conclusa la stagione amatoriale Tealtro con la commedia “Tre atti unici” della Compagnia Teatrale Giacometti. Lo spettacolo, recitato in dialetto di Novi, si dipana, appunto, in tre atti. Nel primo episodio “Gráše mégu”, un medico di famiglia frequenta la casa di un’anziana coppia che ha una figlia molto bella. La presenza del medico, anche in momenti non necessari, genera equivoci e fa sospettare che possa esserci del tenero tra la padrona di casa, la signora Mirella, ed il dottore.
Addirittura, il capo famiglia arriva a pensare di non essere il padre della ragazza. Dopo molte esilaranti scenette in cui la plateale gentilezza della padrona di casa verso il medico scatenano nella mente del marito reazioni spropositate, tutta la situazione viene spiegata con il dottore che chiede la mano della ragazza. Nel secondo racconto “L’è tütu só pòre”, la giovane e attraente Luisa passeggia per Novi spingendo una carrozzella con dentro suo figlio nato poche settimane prima. Durante la passeggiata incontra un amico suo e di suo marito, che inizia a rivolgerle molti complimenti; alla conversazione si aggiunge un’amica di Luisa conosciuta al reparto maternità dell’Ospedale San Giacomo di Novi la quale, guardando la carrozzina, scopre somiglianze eccessivamente approssimative che creano un enorme equivoco sulla reale paternità del bambino.
Nel terzo, “Da l’Avukòtu”, due contadini litigano per questioni di eredità: arriva, poi, un terzo fratello e la lite si fa ancora più confusa, mentre l’avvocato pensa di ricavare molto dalla causa. La Compagnia Giacometti, che conta oggi la presenza di nuovi e giovani attori, fu portata al successo da Maurizio Barzizza che, prematuramente scomparso, è stato l’anima della compagnia assieme alla moglie Enza Dolcino, e ha esportato il dialetto novese anche in altre parti d’Italia, nell’ottica di non dimenticare e far conoscere anche alle nuove generazioni il novese. Il numeroso pubblico che la Compagnia registra ad ogni serata, come sabato scorso, apprezza particolarmente la spontaneità e la bravura degli attori che offrono sempre performance magistrali.