Le nuove tele di Anna Gatto a Spazio Arte
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Elena Carrea - redazione@ilnovese.info  
1 Luglio 2014
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Le nuove tele di Anna Gatto a Spazio Arte

L'artista di Francavilla Bisio propone ai visitatori della galleria d'arte gaviese l'ultima fase della sua ricerca in campo pittorico. Da oggi e fino all'11 luglio, la pittrice traccia la mappa di un percorso che si misura "in chilometri" dal suo primo quadro

L'artista di Francavilla Bisio propone ai visitatori della galleria d'arte gaviese l'ultima fase della sua ricerca in campo pittorico. Da oggi e fino all'11 luglio, la pittrice traccia la mappa di un percorso che si misura "in chilometri" dal suo primo quadro

GAVI – Due manciate di giorni per un’uscita inattesa, un’esposizione quasi in sordina per osservare le proprie opere al di fuori degli spazi in cui sono nate, portarle a spasso, vederle riflesse in occhi altrui. Anna Gatto, artista di Francavilla Bisio, presenza ormai di casa nella galleria gaviese Spazio Arte, propone così, con la mostra “Le Nuove Tele”, l’ultima fase della sua ricerca in campo pittorico.

Novità, a ben vedere, è il passaggio, il trasformarsi quotidiano dell’esistenza, il procedere della propria storia. Le nuove tele sono, infatti, vecchie federe, stropicciate da sonni e sogni, che la nonna regalò alla nipote perché le ricamasse. Le ha dipinte lei, vi ha tracciato trame e orditi di colori, con l’impasto corposo dell’olio, spesso illuminato da resine. Supportate da materiale di recupero, per lo più cartoni, sono istantanee di viaggio. Dai titoli stessi delle opere, l’attuale lavoro di Anna Gatto evoca la mappa di un percorso. Come pietra miliare, ciascun dipinto porta il numero progressivo di un chilometro trascorso dal primo quadro.

Fino a qui, ogni tappa, ogni tela, ha condotto l’artista ad approfondire la conoscenza di sé. Oltre trecento dalla prima, come a dire oltre trecento chilometri dall’inizio di un cammino ormai ricco di riconoscimenti ed esposizioni in giro per l’Italia e l’Europa. Dialogano con queste visioni astratte dal reale, istanti di riflessione, che appaiono come deflagrazioni di luce e gradazioni cromatiche dai finestrini di un vagone in corsa, l’antico erogatore di biglietti, l’imponente scrivania e le massicce panche in legno intarsiate da scritte, remoti arredi da sala d’attesa d’una stazione di cinquant’anni fa, elementi che abitano e connotano da sempre l’ambiente della galleria, luogo di sosta di artisti, passaggio d’arte.

Dal 1° all’11 luglio, a Spazio Arte di Gavi, in Corte Zerbo, la mostra sarà aperta con ingresso libero tutti i giorni, dalle 16.00 alle 19.00.

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