Terzo Valico, l’amianto arriva sul tavolo della Corte dei Conti
Dodici professionisti hanno presentato un esposto alle Procure regionali della Corte dei Conti perché si ritiene che possa esserci un danno erariale dal momento che per la realizzazione dellinfrastruttura non sono stati conteggiati i costi nel caso in cui durante i lavori, nelle montagne, si trovi amianto
Dodici professionisti hanno presentato un esposto alle Procure regionali della Corte dei Conti perché si ritiene che possa esserci un danno erariale dal momento che per la realizzazione dell?infrastruttura non sono stati conteggiati i costi nel caso in cui durante i lavori, nelle montagne, si trovi amianto
NOVI LIGURE – Dodici professionisti tra cui ingegneri, biologi e medici, attivisti e simpatizzanti del movimento NoTav-Terzo Valico hanno presentato un esposto alle Procure regionali della Corte dei Conti di Torino, Genova e Roma, alle Procure della Repubblica presso i tribunali di Alessandria e Genova, al sostituto procuratore di Torino Raffaele Guariniello e per conoscenza al ministero della Giustizia. L’esposto è stato redatto perché si ritiene che possa esserci un danno erariale dal momento che per la realizzazione dell’infrastruttura sono stati preventivati 6.200 milioni di euro ma non sono stati conteggiati i costi nel caso in cui durante i lavori, nelle montagne, si trovi amianto.
«L’esposto- spiega l’ingegner Francesco De Milato, intervenuto alla conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina presso la sede dei No Tav- No Terzo Valico di Novi- essenzialmente era partito per i lotti costruttivi non funzionali che sono stati deliberati a fronte di un quantitativo determinato del valore dell’opera di 6.200 milioni di euro, un valore che però da vari riscontri che abbiamo ottenuto sia guardando i progetti sia considerando le dichiarazioni fatte successivamente non teneva conto del problema amianto.»
Aggiunge De Milato: «Un’opera come quella del Terzo Valico che prevede di scavare in un territorio che è noto avere presenza di amianto, deve essere valutata anche per i problemi di gestione di un simile problema come metodologie di scavo, sicurezza dei lavoratori, sicurezza delle persone, eventuali bonifiche».
Secondo i firmatari dell’esposto non si è presa in nessuna considerazione la questione amianto. De Milito ha ricordato che qualche tempo fa Enel Green Power ha dovuto abbandonare il progetto di un parco eolico nella zona proprio per la presenza di “pietra verde” nelle montagne. «Di fatto ignorando questo problema- sottolinea ancora l’ingegner De Milato -si è permesso di tenere la cifra di 6.200 milioni di euro all’interno del limite massimo di spesa . Inoltre si è deciso di operare attraverso lotti costruttivi non funzionali così facendo si continua a rimandare la questione amianto. Il problema non poteva esistere se fosse stata fatta correttamente una valutazione complessiva dell’amianto a priori».