Quella strada della morte non risparmia nemmeno i bambini
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
14 Luglio 2014
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Quella strada della morte non risparmia nemmeno i bambini

Non si contano più gli incidenti fatali che hanno la 35 bis come teatro. Dove ieri ha perso la vita il negoziante novese Bruno Arlandi alcune lapidi ricordano i tragici eventi del passato. Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili, la strada Serravalle-Alessandria ha la più alta incidentalità della provincia.

Non si contano più gli incidenti fatali che hanno la 35 bis come teatro. Dove ieri ha perso la vita il negoziante novese Bruno Arlandi alcune lapidi ricordano i tragici eventi del passato. Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili, la strada Serravalle-Alessandria ha la più alta incidentalità della provincia.

BOSCO MARENGO – “Non qui, ma sui monti delle nostre canzoni e della tenera allegria Anna è viva”. La lapide, incastonata nel muro di cinta dello stabilimento Fn, è lì dal giugno 1981: un anno prima Anna, una ragazzina di Busalla, era rimasta uccisa in un incidente stradale. Era giovanissima anche Caterina, di Pozzolo Formigaro, investita appena scesa dallo scuolabus, nel novembre 1986. Anche per lei c’è una lapide, sempre lì, in quel punto maledetto, che nel corso degli anni ha stroncato tante vite. Almeno una dozzina negli ultimi tre decenni, ma il conto è sicuramente parziale.

Uno dei tratti più critici della 35 bis è appunto quello che dall’incrocio tra la statale e la strada Emilia Scauri – dove ieri è deceduto il negoziante novese Bruno Arlandi – porta all’incrocio con la strada per Quattrocascine. Per ridurre i rischi, nella prima intersezione è stato installato un semaforo con un rilevatore di velocità, mentre la seconda è stata sostituita da una rotonda che obbliga gli automobilisti in transito a sollevare il piede dall’acceleratore.

Lì, dove oggi sorge la rotatoria, nel maggio del 1991 si verificò un incidente stradale che fece parlare tutto il Paese e che contribuì a coniare la tristemente famosa espressione “stragi del sabato sera”: Maria Luisa e Stefania, nemmeno maggiorenni, erano state investite e uccise appena uscite dalla discoteca Master.

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili, l’ex statale 35 bis, che unisce la valle Scrivia con Alessandria, è quella con il più alto indice assoluto di incidenti in relazione alla lunghezza della strada. Con un indice di 3,27 incidenti per chilometro, infatti, la 35 bis supera sia la Sp 494 Vigevanese (2,43 incidenti/chilometro) e la Sp 10 Padana Inferiore (1,99 incidenti/chilometro). A rivelarlo è il rapporto del Centro di monitoraggio provinciale per la sicurezza stradale, diffuso nel febbraio 2013.

Pochi mesi fa il presidente Paolo Filippi e l’assessore alla viabilità Graziano Moro hanno firmato un progetto con cui la Provincia punta a ottenere 350 mila euro per migliorare la sicurezza sulla 35 bis. Da tempo la Provincia di Alessandria tiene d’occhio le “tratte nere” della viabilità: lo scopo è quello di individuare le strade a più elevata incidentalità, i punti maggiormente critici e i possibili interventi da attuare, ad esempio migliorando le infrastrutture o la segnaletica. Gli interventi sulla 35 bis costeranno 350 mila euro: in caso di ammissione al bando, 158 mila euro arriveranno tramite la Regione Piemonte da fondi nazionali, mentre 192 mila rimarranno in carico alla Provincia. Un investimento che verrebbe ampiamente ripagato: è stato calcolato, infatti, che i soli incidenti avvenuti nel corso del 2012 lungo la strada 35 bis hanno avuto un costo sociale di oltre 6,5 milioni di euro.

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