Ricordo di Ettore Bellardino
Il ricordo di Ettore Bellardino, nei giorni scorsi è mancato all'affetto dei suoi cari. "Iscritto alla Fgci e al Pci fin da giovanissimo, la sua vita è stata spesa per la comunità - scrive di lui Gianni Malfettani - Una vita di lavoro, di lotta e di altruismo, sempre in testa a tirare le file, ma da gregario, con umiltà"
Il ricordo di Ettore Bellardino, nei giorni scorsi è mancato all'affetto dei suoi cari. "Iscritto alla Fgci e al Pci fin da giovanissimo, la sua vita è stata spesa per la comunità - scrive di lui Gianni Malfettani - Una vita di lavoro, di lotta e di altruismo, sempre in testa a tirare le file, ma da gregario, con umiltà"
NOVI LIGURE – Nei giorni scorsi è mancato all’affetto dei suoi cari Ettore Bellardino. Era nato a Cittanova, in provincia di Reggio Calabria, il giorno di Natale del 1946 ma, giovanissimo, era venuto ad abitare a Novi con la famiglia, nel 1959.
Nella società attuale esiste ancora, (anzi aumenta sempre di più) fra buona parte dei lavoratori e nei ceti più umili della società, la mentalità e il comportamento che ci ha inculcato da sempre la borghesia.
Alludo a forme di individualismo sfrenato, la rincorsa al guadagno facile e immediato, la ricerca del poco lavoro (che sarebbe il buon posto), il poco impegno nel cercare di capire le cose, l’assillo di pervenire presto al successo. Tutto questo per indicare che, purtroppo, l’uomo viene ancora valutato per la quantità dei beni posseduti. Ora, se abbiamo camminato in tutto questo tempo, lo dobbiamo a uomini onesti e incorruttibili per i quali i valori sociali e morali sono ben altri.
Uno di questi uomini è stato Ettore Bellardino: iscritto alla FGCI e al PCI fin da giovanissimo, la sua vita è stata spesa per la comunità (fu anche consigliere comunale della nostra città dal 1977 al 1980). Una vita di lavoro, di lotta e di altruismo, sempre in testa a tirare le file, ma da gregario, con umiltà, tenacia ed è per tutto ciò che dico al compagno Ettore Bellardino grazie per tutto ciò che ha fatto. Una delle sue grandi passioni era lo sport, in particolare il calcio. Ha giocato per tanti anni nella Comollo, che disputava le sue partite interne nel mitico campo sportivo della collinetta, in una società senza soldi e senza finanziatori più o meno occulti, che fu anche un grande momento di integrazione per i giovani provenienti dal Veneto e dalle regioni meridionali come Ettore.
Attività calcistica talvolta piena di soddisfazioni, talvolta un po’ meno esaltante, ma sempre fedele a un fine che supera ogni altro, quello di permettere ai giovani di fare sport nel senso più vero della parola, facendo si che tutti ci si possano accostare (dall’immigrato, al figlio di operaio, allo stesso operaio). Terminato il calcio giocato, fu poi stimato dirigente della società biancorossa, di cui fu anche vice presidente. Uomo di specchiata onestà, modesto e riservato, non ha mai voluto incarichi e posizioni di primo piano, preferendo lavorare nell’ombra, sempre pronto a offrire la sua preziosa collaborazione. Ai familiari va la mia commossa e sincera vicinanza.