“Il teatro delle streghe”, tra giallo e storia
Il 46enne noveseFabio Arcani, ingegnere di professione e ora scrittore esordiente, racconta la sua opera d'esordio, appena pubblicata da Mondadori nellantologia Anno Domini.
Il 46enne noveseFabio Arcani, ingegnere di professione e ora scrittore esordiente, racconta la sua opera d'esordio, appena pubblicata da Mondadori nellantologia Anno Domini.
NOVI LIGURE – L’anno è il 1603. In una stanza del castello di Nove è stato trovato il cadavere di Giulio Scribani, commissario della Repubblica di Genova che ha condotto il grande processo contro le streghe di Triora, chiedendo per loro il supplizio del rogo. Scribani ha un coltello conficcato nel petto, la stanza è chiusa dall’interno e sono presenti inequivocabili segni di stregoneria, come i resti di un gatto nero. Per il bargello di Nove – il capitano di giustizia incaricato di mantenere l’ordine nel borgo – si tratta di un mistero da risolvere al più presto, prima che tra le mura si diffonda il panico.
È l’inizio di “Il teatro delle streghe”, il racconto scritto dal 46enne novese Fabio Ancarani, appena pubblicato da Mondadori nell’antologia “Anno Domini”. Quello di Ancarani è un cognome noto in città: la sua famiglia è stata – e in parte è ancora – tra le protagoniste della storia del commercio novese.
Fabio, ingegnere elettronico, con un lavoro in una importante azienda genovese che progetta sistemi elettronici, ha scelto una strada diversa: “Fin da piccolo una delle mie passioni è stata la lettura. Divoravo i gialli per ragazzi editi dalla Mondadori. Una quindicina di anni fa ho cominciato a scrivere, recentemente ho anche partecipato a due corsi di scrittura”.
“Ma soprattutto, per la mia crescita, è stato importante frequentare il web e potermi confrontare con altri aspiranti autori”, spiega Fabio Ancarani. Ed è proprio grazie a internet che l’ingegnere novese ha la possibilità di pubblicare per la prima volta con una casa editrice della notorietà di Mondadori. “Ho partecipato a una sorta di gara: si trattava di scrivere un racconto giallo “classico”, ma ambientato però nel passato più o meno remoto e con una fedele ricostruzione storica”. Tra tutti i racconti pervenuti, quello di Ancarani è uno dei tre selezionati. In “Anno Domini”, in realtà, i testi sono nove: gli altri sei sono firmati da autori di grande fama, tra cui spicca il nome di Valerio Massimo Manfredi.
Ma come si fa a scrivere un giallo storico? “Innanzi tutto mi sono documentato quanto più possibile sulla vita a Novi [che allora si chiamava Nove; ndr] a cavallo tra Cinquecento e Seicento. E per questo è stato fondamentale l’aiuto che ho ottenuto dalla Società Storica del Novese – afferma Ancarani – Poi ho seguito una strada ben precisa: mi sono infilato nelle pieghe della Storia, quella con la s maiuscola. Dentro di essa ho inserito la mia piccola vicenda inventata. E alcuni dei protagonisti sono realmente esistiti”. Dopotutto Novi era una città di frontiera: non è difficile immagine che fosse sede di qualche traffico losco…
L’antologia “Anno Domini” – che contiene il racconto di Fabio Ancarani – è attualmente disponibile solo in edicola, nella collana “Giallo Oro” di Mondadori. Ma in futuro potrebbe essere pubblicata addirittura nei bestseller della casa editrice milanese. Il prossimo 2 agosto, in piazza Dellepiane a Novi Ligure, è in programma la presentazione del volume, insieme agli altri aspiranti scrittori della scuola novese “Formare”.