Crisi nel “settore miele” del novese
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Redazione - redazione@ilnovese.info  
5 Agosto 2014
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Crisi nel “settore miele” del novese

La produzione ha infatti toccato il livelli più basso degli ultimi cento anni. Tra gli imputati un inconveniente naturale che già un paio di anni fa aveva fatto scattare l'allarme: la “cinipide”

La produzione ha infatti toccato il livelli più basso degli ultimi cento anni. Tra gli imputati un inconveniente naturale che già un paio di anni fa aveva fatto scattare l'allarme: la ?cinipide?

NOVI LIGURE – Crisi nel “settore miele” del novese. La produzione ha infatti toccato livelli minimi, mai raggiunti negli ultimi cento anni. Il miele rappresenta una delle eccellenze tipiche del territorio e il Basso Piemonte è una delle zone italiane più produttive a livello nazionale. Tanto che l’apicultura è considerata una delle alternative alla mancanza di lavoro, come è stato verificato dall’ampia partecipazione degli ultimi corsi di formazione in materia, organizzati al centro fieristico novese su iniziativa del Comune di Novi e Aspromiele. Proprio mentre questa “alternativa” alla disoccupazione, o integrazione al reddito, stava prendendo piede, si è inserito un inconveniente naturale.

L’allarme nelle nostre vallate era scattato un paio d’anni fa con la diffusione della “cinipide”, un piccolo insetto che attacca con inaudita virulenza il castagno. Le prime conseguenze gli apicultori novesi le pagarono lo scorso anno, con una scarsissima produzione di miele di castagno. La cinipide, chiamata “vespetta cinese” con la totale debilitazione dei boschi ha generato una drastica diminuzione della produzione di castagne e del miele derivato. La Regione ad attuare un progetto di lotta biologica, immettendo sul territorio insetti “competitor” che stanno in effetti contribuendo al ristabilimento di un equilibrio nei boschi di castagno.

Speravamo di annunciare quest’anno la sconfitta definitiva della cinipide, visti i primi buoni risultati nelle vallate, ottenuti grazie alla campagna avviata dalla Regione – spiega Francesco Panella, presidente nazionale dell’associazione dei produttori di miele Unaapi, a sua volta titolare di una nota azienda apistica novese – Purtroppo si è inserito un inaspettato inconveniente: il clima avverso. Questo fattore ha determinato il crollo della produzione di miele nella nostra zona e comunque ritengo anche in altre zone d’Italia che hanno subito questa situazione di clima, decisamente anomala. Non tanto per il freddo, quanto per gli sbalzi climatici. Il miele che avremo, a esempio nel novese, quindi nelle sue valli come la val Borbera e la val Lemme, sarà comunque di buona qualità, ma assai limitato. L’importante, però, sarà valutare il ritorno del miele di castagno, a questo punto l’anno prossimo, dopo le misure attuate per salvare questa tradizione”.

La cinipide è una larva arrivata in Piemonte all’inizio degli anni 2000. Nel novese si è manifestata soprattutto in val Lemme e in valle Scrivia, ma in parte anche in val Borbera. Negli ultimi due anni il processo di deterioramento delle piante e della produzione di castagne è stato accentuato dalla scarsità di precipitazioni atmosferiche e dall’estate calda. Oggi, però, le cause si sono invertite.

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