Aperti al pubblico due piccoli gioielli di arte sacra
Domani, domenica 14 settembre, gli oratori sede della Confraternita della Santissima Annunziata e quello di Nostra Signora dell'Assunta saranno visitabili dalle 15.00 alle 18.00. L'occasione giusta per poter conoscere da vicino le bellezze racchiuse in questi storici edifici
Domani, domenica 14 settembre, gli oratori sede della Confraternita della Santissima Annunziata e quello di Nostra Signora dell'Assunta saranno visitabili dalle 15.00 alle 18.00. L'occasione giusta per poter conoscere da vicino le bellezze racchiuse in questi storici edifici
TASSAROLO – Domani, domenica 14 settembre sarà possibile visitare due antichi oratori a Tassarolo e a Arquata Scrivia. Grazie al progetto “Tracce liguri” organizzato dall’associazione culturale Oltregiogo in collaborazione con le Confraternite che hanno aderito all’iniziativa, dalle 15.00 alle 18.00 si potranno scoprire due piccoli gioielli dell’arte sacra nel territorio del basso Piemonte.
A Tassarolo, l’oratorio sede della Confraternita della Santissima Annunziata, è adiacente alla chiesa parrocchiale. A navata unica, è stato costruito nel 1777 «per il ristoro dei confratelli e delle consorelle», come recita un’iscrizione a lato della balaustra dell’altare. Il campanile annesso è datato invece 1789.
A Arquata aprirà l’oratorio di Nostra Signora dell’Assunta, sede della Confraternita dei Disciplinanti, attualmente denominata di San Carlo, che sovrasta la scalinata dell’antica Contrada del Forno, al centro del Borgo Interiore. Come spiega Angelo Allegro in un dettagliato volume dedicato alla Confraternita, la notizia più antica della sua esistenza è del 1478, ma la chiesa è stata oggetto di drastiche trasformazioni nei suoi primi due secoli di storia.
Modifiche che si sono potute constatare durante gli scavi effettuati nel 2004 in occasione del rifacimento del pavimento, quando è venuta alla luce la base dei muri dei vecchi perimetri della chiesa. Nel corso dello stesso lavoro sono state trovate le otto antiche sepolture, realizzate dal 1715 al 1816, di altrettanti confratelli che, per la loro particolare devozione a questa chiesa, avevano espresso in vita il desiderio di esservi tumulati. L’interno dell’Oratorio custodisce – tra l’altro – un organo del Seicento, tre crocefissi processionali e un gonfalone che da una trentina d’anni non viene più portato in processione: un po’ per la sua grandezza, un po’ per preservarne lo stato di conservazione.