Terzo Valico, “per le imprese locali poco lavoro”
L'accusa delle associazioni di categoria e dei sindacati: bisogna "garantire, in favore delle piccole e medie imprese locali e dei lavoratori, le più volte auspicate ricadute che la grande opera dovrebbe assicurare in un periodo di grave crisi occupazionale".
L'accusa delle associazioni di categoria e dei sindacati: bisogna "garantire, in favore delle piccole e medie imprese locali e dei lavoratori, le più volte auspicate ricadute che la grande opera dovrebbe assicurare in un periodo di grave crisi occupazionale".
ALESSANDRIA – La costruzione del Terzo Valico tra Genova e Novi Ligure doveva portare lavoro, prima ancora che convogli ferroviari. Ma così non è stato, almeno secondo le parti sociali che hanno preso carta e penna e hanno scritto al governatore del Piemonte Sergio Chiamparino, al presidente della Provincia Paolo Filippi e al direttore del Cociv Pietropaolo Marcheselli.
Ance, Cna e Confartigianato da una parte, e Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil dall’altra, hanno ribadito nella propria lettera “il diffuso malcontento degli operatori locali di settore e dei lavoratori circa le politiche in atto sulle ricadute nel territorio provinciale dei lavori Terzo Valico”.
I rappresentanti delle aziende edili, degli artigiani e dei sindacati di settore ci sono andati giù pesante: “I confronti con le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali hanno evidenziato le difficoltà applicative – per non dire le inconcludenze – della legge regionale n. 4 del 2011 [vale a dire quella che prevede le compensazioni per i territori interessati dalla realizzazione delle grandi opere; ndr] a fronte di una insufficiente regia della nostra Regione alla quale è, pertanto, richiesto di intervenire urgentemente”.
Secondo i firmatari della lettera, l’obiettivo è “garantire, in favore delle piccole e medie imprese locali e dei lavoratori, le più volte auspicate ricadute che la grande opera dovrebbe assicurare in un periodo di grave crisi occupazionale e nelle opportunità di lavoro delle imprese”.
“Appare evidente, alla luce delle iniziative e dei risultati ottenuti dalla Liguria (che pure non ha riferimenti normativi regionali ad hoc), come si renda necessario un intervento della nostra Regione la quale, nei limiti delle normative applicabili, si faccia carico delle questioni sollevate”.
Il 29 settembre le associazioni di categoria e i sindacati hanno avuto un primo incontro con il viceministro dell’Economia Enrico Morando, al quale hanno illustrato le problematiche finora incontrate. Ora però Ance, Cna e Confartigianato, unitamente a Cgil, Cisl e Uil, chiedono alla Regione Piemonte la convocazione urgente di un tavolo per valutare le possibili soluzioni alle questioni poste, “a garanzia delle piccole imprese locali e dei lavoratori interessati”.