Muliere e i progetti futuri per la città
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
6 Ottobre 2014
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Muliere e i progetti futuri per la città

A tre mesi dal suo insediamento, il primo cittadino di Novi fa un bilancio di questi primi cento giorni e anticipazioni sulle questioni che rimangono da affrontare: Terzo Valico, ospedale, piano del traffico. Sull'Irpef, "Siamo l'unico Comune della Provincia ad avere l'esenzione fino ai 15 mila euro"

A tre mesi dal suo insediamento, il primo cittadino di Novi fa un bilancio di questi primi cento giorni e anticipazioni sulle questioni che rimangono da affrontare: Terzo Valico, ospedale, piano del traffico. Sull'Irpef, "Siamo l'unico Comune della Provincia ad avere l'esenzione fino ai 15 mila euro"

NOVI LIGURE – L’8 giugno scorso è stato eletto dai novesi, nel turno di ballottaggio che vedeva contrapposto Fabrizio Gallo del Movimento 5 Stelle, sindaco della città Rocchino Muliere. Tante le questioni aperte che il sindaco Muliere ha dovuto da subito affrontare, con lui, questa settimana, abbiamo cercato di capire lo stato dell’arte e i progetti futuri per la città.

Sono trascorsi tre mesi dal suo insediamento a Palazzo Pallavicini, che situazione ha trovato?

L’amministrazione precedente ha dato una buona impostazione compatibilmente con le difficoltà economiche che negli ultimi anni hanno gravato sulle casse comunali. Purtroppo oggi ci troviamo di fronte a una emergenza sociale che prima non vi era. Tante famiglie sono in difficoltà. Nonostante nel territorio comunale vi siano buone aziende, c’è “fame” di lavoro. Purtroppo accanto alla disoccupazione giovanile in questo momento c’è anche l’emergenza di chi il lavoro non lo ha più e ha ormai dai 40 ai 55 anni. Tanti sono gli sfratti, tante le bollette che non si riescono a pagare e in molti hanno difficoltà a condurre una vita dignitosa. Stiamo cercando di affrontare questa situazione in collaborazione con il Csp (Consorzio servizi alla persona) attraverso una strategia comune.

Un problema di non poco conto che l’attuale amministrazione si è trovata ad affrontare è stato il rischio di sforamento del patto di stabilità che è stato scongiurato con l’innalzamento delle aliquote Irpef, come spiega tale decisione ai cittadini?
Innanzitutto bisogna sottolineare che non c’è disequilibrio. Nel corso degli anni si è assistito a una diminuzione dell’indebitamento. Il Patto di Stabilità prevede da parte dello Stato di una quota fissa per la riduzione del debito, tale quota è di circa 2 milioni e 500 mila euro che devi ottenere riducendo le spese o con nuove entrate. Lo Stato e Ra regione, in particolare, negli anni passati davano una quota parte di tale cifra ai Comuni, quest’anno non arriverà nulla né da Roma né da Torino. Ciò ha pesato fortemente sullefinanze del Comune. Se avessimo sforato, la quota non rispettata sarebbe stata detratta nei prossimi anni con conseguenze ben peggiori per l’economia dell’ente. Ecco che è necessaria una manovra di riequilibrio per mettere in sicurezza i conti. Si è deciso quindi di alienare alcuni beni (il bando di gara sarà pronto a fine ottobre), poi abbiamo ottenuto da Acos spa una maggiore distribuzione degli utili così sarà anche per gli altri soci di maggioranza, ma da Acos spa non possiamo pretendere ulteriore denaro perché andrebbe a ledere il buon funzionamento dell’azienda che oggi è sana. L’aumento dell’Irpef si è reso necessario ma, voglio sottolineare che abbiamo mantenuto l’esenzione per i redditi fino a 15 mila euro. Siamo l’unico Comune della provincia ad aver una tale esenzione. Abbiamo portato tutte le aliquote allo 0,8 ma voglio sottolineare che, per esempio, per i redditi che vanno dai 15 ai 21 mila euro si tratta di sborsare in più circa 3 euro mensili. Questa manovra ci permetterà il prossimo anno di presentare un piano di manutenzione straordinario per l’intera città.

Questa sera, lunedì 6, si terrà un consiglio comunale aperto sul Terzo Valico. Il Movimento 5 Stelle è in netto disaccordo relativamente alla realizzazione dell’opera. La giunta dell’ex sindaco Robbiano in questi anni ha cercato di mediare affinché l’impatto di questa infrastruttura sul territorio fosse il più mitigato possibile, sarà anche la vostra filosofia di azione? Come pensate di muovervi nel prossimo futuro?
Noi, insieme agli altri Comuni, cerchiamo di gestire questa fase (inizio lavori) affinché l’impatto sul territorio sia il meno invasivo. Inoltre abbiamo ribadito l’inefficienza dell’operato del commissario straordinario WalterLupi, che, per altro, non è stato riconfermato dal Governo. Abbiamo chiesto un osservatorio permanente come in val Susa per affrontare le problematiche che via via ci troveremo ad affrontare. Questo osservatorio è indispensabile. Poi l’altra questione è quella di fare in modo che ci sia una ricaduta positiva soprattutto occupazionale nel territorio sia nei prossimi mesi sia nei prossimi anni. Questo per noi è fondamentale. Torneremo sulla questione dell’eliminazione dello shunt che oltre a non invadere ulteriore territorio porterebbe anche a un rilancio dello scalo di San Bovo. Confermeremo questa  linea anche nella prossima conferenza dei servizi. Proporremo anche l’abbassamento del livello di passaggio della linea alla Merella e nel basso Pieve. Questo, però, porterà ad affrontare un altro tema cioè quello dei passaggi di parte dei convogli in città sulla linea storica È bene precisare però che stiamo parlando di “alta capacità” e non “alta velocità”. Occorreranno certo lavori di adeguamento della linea storica ma qui transiteranno treni merci come è sempre accaduto. Nel consiglio comunale aperto di questa sera vi auspico un dibattito costruttivo. Al di là delle opinioni differenti, l’amministrazione comunale e, il sindaco in primis, ha il dovere di gestire questa situazione affinché ci sia la massima collaborazione per una gestione il meno impattante possibile e più positiva per il territorio”.

Durante la campagna elettorale ha dichiarato che con la sua elezione in Comune ci sarebbe stata una svolta, un cambio di rotta. Il consigliere comunale di minoranza Maria Rosa Porta in una recente intervista a un settimanale locale ha dichiarato che si sarebbe aspettata una gestione diversa e atti più concreti da un renziano della prima ora come lei. Come ribatte a tale dichiarazione e, soprattutto, quali saranno le prossime mosse dell’amministrazione?
Stiamo lavorando per gestire l’amministrazione comunale in un’ottica nuova perché oggi dobbiamo affrontare questioni nuove come, a esempio, il disagio sociale e la difficoltà di reperire risorse. Noi ci stiamo muovendo per reperire fondi dall’Unione Europea e dalla gestione del patrimonio comunale. La svolta avviene in mesi e anni. Ci vuole tempo, è facile dire che dopo 90 giorni non è cambiato nulla. Mi fa specie anche che in quell’intervista si sia fatto riferimento alle nomine, forse il consigliere Maria Rosa Porta si è dimenticata che presidente di Acos spa è stata nominata una donna, un tecnico fuori dai giochi politici. Tra l’altro questa è l’unica nomina dell’amministrazione comunale. Poi sempre riferendoci alla svolta, posso dire che stiamo discutendo su come gestire la partita della raccolta differenziata il prossimo anno. Le opzioni sono o andare verso una raccolta differenziata spinta o prevedere una tariffa che valuti la qualità e la quantità del rifiuto conferito dal singolo nucleo familiare. Questa seconda soluzione porterà a una diminuzione della spesa (oggi si aggira intorno ai 5 milioni di euro) e a un minor costo per i cittadini. La svolta è anche aver permesso l’ingresso di un partner privato nel Cit. Stiamo poi anche affrontando la questione delle aree verdi così da recuperarle e farle vivere in un modo diverso. Per il parco Castello vediamo di arrivare alla costituzione di un’associazione “Amici del castello”, al Lodolino ci sarà la zona di sgambamento per i cani, la cooperativa Innovi adotterà il parco del quartiere così sarà anche per altre aree come quella di viale Pinan Cichero. Abbiamo incrementato la sorveglianza da parte della Polizia Municipale nei parcheggi e nel centro storico. Evocare una svolta in poco più di due mesi di mandato mi pare una presa di posizione pretestuosa.

Veniamo a questioni che i novesi auspicano da anni che vengano affrontate: piano urbano del traffico, gestione del trasporto pubblico (qualche anno fa il presidente del Cit Federico Fontana aveva proposto una mobilità fluida con bus che circolano continuamente in città e attese alle fermate di massimo 15 minuti), sistemazione e riqualificazione della ex caserma Giorgi. In quest’ultimo caso a che punto è la trattativa con il Demanio? E poi ultime, ma non ultime come importanza: la situazione dell’Ilva e quella dell’ospedale.
Per quanto riguarda il traffico, molto è legato alla realizzazione della tangenzialina, prevista dal piano concordato con Rfi che porterà grandi vantaggi e aprirà la possibilità ad alcune scelte sul traffico veicolare. La prospettiva è una revisione complessiva della viabilità. A ciò è legato il traffico del trasporto urbano che subirà certamente un cambiamento con l’ingresso del socio privato all’interno del Cit. Sulla caserma Giorgi posso dire che, a breve, avremo un incontro con il Demanio. Ma è fondamentale che vi sia una discussione complessiva su cosa fare di questa struttura. Certo le risorse comunali non sono in grado di affrontare una riqualificazione totale della caserma. C’è l’ipotesi di portare alcuni servizi al suo interno ma ciò dipende da altri enti pubblici. Siamo, comunque, ben consapevoli che il futuro della “Giorgi” è un problema aperto. Per quanto riguarda l’Ilva e l’ospedale posso dire che sono due questioni che ho affrontato fin dal mio primo giorno di mandato. Sull’Ilva, ho iniziato ad avviare una serie di contatti per ottenere un incontro a Novi con il commissario straordinario Gnudi e seguiamo con attenzione l’acquisizione del gruppo sia per le problematiche ambientali di Taranto sia per quelle legateal mantenimento occupazionale. Per Novi è vitale la sopravvivenza dello stabilimento Ilva non solo per i lavoratori al suo interno ma anche per tutto l’indotto. Per quanto concerne l’ospedale posso annunciare che il 12 ottobre entrerà al “San Giacomo” un nuovo ortopedico aggiunto in attesa che il concorso venga espletato per nominare un medico a tempo indeterminato. Ho chiesto poi agli altri sindaci e alla dirigenza dell’Asl di aprire un confronto serio sulla rete ospedaliera provinciale. Novi ha un ruolo importante, il suo ospedale è stato definito “ospedale cardine” e deve continuare ad avere tale ruolo. Su questo punto intendo lavorare per garantire risposte adeguate al territorio. Inoltre mi sto attivando per risolvere la mancanza di far riaprire una sala cinematografica a Novi.

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