Terzo Valico, i dubbi delle aziende di trasporto
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
8 Ottobre 2014
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Terzo Valico, i dubbi delle aziende di trasporto

Nel corso del consiglio comunale aperto di lunedì sera, Giancarlo Laguzzi di Federcargo ha esposto la posizione delle imprese private di trasporto. Perplessità espresse anche sul protocollo amianto.Presto si terrà una nuova seduta, questa volta ordinaria, nella quale saranno previsti gli interventi dei consiglieri.

Nel corso del consiglio comunale aperto di lunedì sera, Giancarlo Laguzzi di Federcargo ha esposto la posizione delle imprese private di trasporto. Perplessità espresse anche sul protocollo amianto.Presto si terrà una nuova seduta, questa volta ordinaria, nella quale saranno previsti gli interventi dei consiglieri.

NOVI LIGURE – “Se si pagherà un pedaggio maggiore sulla nuova linea di Terzo Valico ferroviario, noi non la utilizzeremo”. A fare questa dichiarazione è stato, lunedì sera, durante il consiglio comunale aperto sul Terzo Valico, tenutosi in biblioteca, l’ingegner Giancarlo Laguzzi, in qualità di rappresentante dell’associazione Federcargo che raggruppa 15 imprese private. “Negli ultimi anni il trasporto merci su ferro è drasticamente diminuito – ha continuato Laguzzi – Noi paghiamo già un pedaggio a Rfi che corrisponde a circa 300 euro per cento chilometri. Se per la nuova tratta tale pedaggio aumenterà, per le imprese private non vi sarà guadagno. Per noi la nuova linea non servirà per fare treni in più”.

Secondo l’ingegner Laguzzi sarebbero necessari altri tipi di intervento per migliorare il trasporto merci su ferro, come, ad esempio, l’ampliamento della stazione di Voltri. “Inoltre – prosegue Laguzzi – nessuno ha mai chiesto nulla a noi sul piano investimenti”. L’intervento del rappresentante di Federcargo è stato particolarmente apprezzato dai cittadini presenti in biblioteca che lo hanno applaudito con insistenza.

Prima della voce di Laguzzi, in apertura di consiglio comunale, aveva preso la parola l’assessore all’Urbanistica, Enrico Gattorna, il quale, dopo un breve excursus sulla storia del Terzo Valico, ha sottolineato che l’amministrazione comunale di Novi chiederà ancora l’eliminazione dello shunt (la deviazione di sei chilometri nella campagna novese), un maggiore coinvolgimento di Rfi nella logistica e un ruolo più decisivo della Regione.

Il consiglio comunale aperto è stato chiesto dai consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, appoggiati dagli altri colleghi della minoranza “perché fino a oggi – spiega Fabrizio Gallo, capogruppo grillino – non c’è stata una corretta informazione”. Le preoccupazioni della cittadinanza sono molte a cominciare dal rischio di presenza di amianto nelle montagne. “Bisogna stare attentissimi ai danni ambientali – sottolinea Carlo Tardiani – guardiamo solo a cosa è accaduto nel Mugello dove ci sono stati danni all’ambiente per 750 milioni”.

Anche Francesco Demilato ha focalizzato la sua attenzione proprio sulla questione amianto: “Il protocollo amianto tanto sbandierato non entra nel merito del tipo di scavo che viene effettuato. Inoltre si rischia un danno erariale perché in caso si trovasse questa fibra le opzioni sono due: interrompere subito l’opera oppure affrontare costi elevati per l’estrazione e lo smaltimento, costi che fino a oggi non sono stati tenuti in considerazione”. Secondo, poi, Davide Fossati, geologo, nel Paes, approvato recentemente dal consiglio comunale, non è stato conteggiato l’inquinamento dei tir che percorrono e percorreranno le strade cittadine e del circondario per i lavori di questa infrastruttura. 

Di Terzo Valico si riparlerà molto presto: alla fine dei lavori della seduta aperta, infatti, il sindaco Rocchino Muliere ha annunciato che si terrà un altro consiglio comunale ordinario durante il quale saranno previsti gli interventi dei consiglieri.  

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