Il ponte fa da tappo. E Cassano è in ginocchio
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
17 Ottobre 2014
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Il ponte fa da tappo. E Cassano è in ginocchio

Specialmente nella parte bassa dell’abitato, in via Fraccia, e nella zona del campo sportivo, in via Gavazzana, ci sono famiglie che si sono viste trascinare via dall’acqua quanto faticosamente accumulato in una vita di lavoro. Secondo il sindaco, il ponte sul rio Predazzo è troppo angusto.

Specialmente nella parte bassa dell?abitato, in via Fraccia, e nella zona del campo sportivo, in via Gavazzana, ci sono famiglie che si sono viste trascinare via dall?acqua quanto faticosamente accumulato in una vita di lavoro. Secondo il sindaco, il ponte sul rio Predazzo è troppo angusto.

CASSANO SPINOLA – È uno dei paesi più flagellati dall’alluvione di lunedì, quello dove i militari dell’esercito e i vigili del fuoco si stanno impegnando di più. A Cassano Spinola, specialmente nella parte bassa dell’abitato, in via Fraccia, e nella zona del campo sportivo, in via Gavazzana, ci sono famiglie che si sono viste trascinare via dall’acqua quanto faticosamente accumulato in una vita di lavoro. Tutto invaso dal fango, tutto devastato dalla furia del maltempo, tutto da buttare.

A causare i danni maggiori, la fuoriuscita dagli argini del rio Predazzo, ingrossato a dismisura dalle piogge di lunedì. Un gruppo di cittadini, circa una settimana prima dell’alluvione, aveva chiesto al Comune di eseguire una pulitura dell’alveo, che però non è stata effettuata. Secondo il sindaco Marco Traverso, la pulitura del letto del rio, peraltro fatta due anni fa, avrebbe ben poco a che vedere con le cause del disastro. “Il problema è l’altezza del ponte sulla statale. È un ponte vecchio, fatto ad arco, che ha una luce molto limitata e dunque permette un altrettanto limitato passaggio d’acqua”, ha detto il primo cittadino, che ha aggiunto: “Non bisogna poi sottovalutare l’eccezionalità delle precipitazioni che si sono abbattute sulle nostre zone. Ci sono alcuni anziani del paese che ricordano un episodio simile: è accaduto nell’anno 1935”.

Ma polemiche a parte, i cassanesi hanno già cominciato a riorganizzarsi. Anche grazie alla proloco, alla Croce Verde, al parroco don Massimo Bianchi e a un intelligente utilizzo dei social network, infatti, hanno messo insieme squadre di volontari per affrontare i primi giorni dell’emergenza. E oggi stanno già pensando a come aiutare le famiglie colpite a rialzarsi. Una raccolta di indumenti promossa dalla parrocchia, ad esempio, ha già risolto i problemi dei più sfortunati. Adesso si registrano le disponibilità di mobili e altri oggetti per la casa: quando le case saranno pulite dal fango partirà la distribuzione.

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