L’emergenza non cessa, sale il numero degli sfollati
Ieri sera evacuati due abitanti di Parodi Ligure: una frana minacciava la loro abitazione. Sale a 70 il numero di persone che ha dovuto lasciare le proprie case, tutte della zona novese e ovadese. A Gavi si lavora per togliere le frazioni dall'isolamento.
Ieri sera evacuati due abitanti di Parodi Ligure: una frana minacciava la loro abitazione. Sale a 70 il numero di persone che ha dovuto lasciare le proprie case, tutte della zona novese e ovadese. A Gavi si lavora per togliere le frazioni dall'isolamento.
NOVI LIGURE – Quanto sia ancora lontana l’uscita dalla fase di emergenza ce lo fa capire quello che è accaduto ieri sera, a Parodi Ligure: a tre giorni di distanza dall’alluvione, vigili del fuoco e carabinieri sono dovuti intervenire per evacuare due persone dalla propria abitazione, per una frana che incombeva sull’edificio.
I due abitanti di Parodi portano a quota 70 il numero degli sfollati, tutti della zona novese e ovadese. Per la maggior parte si sono organizzati in maniera autonoma e sono andati a stare presso amici o parenti. La situazione più grave a Gavi, dove le persone evacuate sono 28 (di esse, almeno 3 sono ricoverate in un centro di accoglienza). In val Lemme, ci sono altri 11 sfollati a Parodi e 2 a Bosio. In val Borbera, 12 persone evacuate a Borghetto, 4 a Vignole e 2 a Carrega Ligure. Novi, Serravalle e Sardigliano hanno 2 sfollati ciascuno; 5 a Castelletto d’Orba.
A Novi Ligure la situazione sta ormai andando verso la normalità, anche se ci sono alcune abitazioni gravemente colpite dall’ondata di acqua e fango e rimangono tante cantine e garage da sgomberare: l’invito ai volontari quindi è quello di “non mollare”. Le cataste di rifiuti si accumulano nelle vie della città più colpite dall’alluvione. Soprattutto, rimane in vigore l’ordinanza che vieta l’utilizzo dell’acqua per scopi alimentari. È da sabato mattina che i novesi – così come i pozzolesi – sono costretti ad approvvigionarsi con le cisterne.
Nella valli Borbera e Lemme resta alta la criticità. Volontari e uomini della protezione civile provinciale sono all’opera per liberare le strade e le case dal fango e dai detriti, prima che la melma si solidifichi. “Purtroppo non sappiamo quando finirà l’emergenza, difficile prevederlo”, ammette Fabrizio Repetto, comandante della polizia municipale di Arquata e responsabile del Com di protezione civile numero 12, operante su Arquata e val Borbera. A Borghetto resta ancora isolata una frazione, San Martino, e alcune case. “L’esercito, che fino a ieri ci ha dato una mano, si è spostato a Cassano – dice – Ora stiamo lavorando con i volontari e i nostri uomini, appoggiandoci anche a ditte del posto”.
Movimenti franosi si registrano a Cabella (frazione Pobbio) e Grondona (frazione Sezzella). I alcuni casi si tratta di frane già in essere che il maltempo di questi giorni ha pesantemente aggravato. A Grondona risultano isolate le frazioni Torrotta, Formighezzo, Sezzella. Problemi anche alle frazioni Variana e Guasina.

A Stazzano la zona del campo sportivo è seriamente danneggiata e i volontari, coordinati da don Paolo Padrini, stanno lavorando per liberare la zona dal fango.
Per la viabilità, le situazioni più critiche si registrano a Gavi, a Basaluzzo (con la provinciale 160 chiusa per il crollo di una spalla del ponte) e sulla strada provinciale 158 della Lomellina, tra Novi e Gavi, chiusa in più tratti per l’erosione della banchine e il crollo di un ponticello. Grondona non sta messa meglio con molte strade colpite dalle frane o dalle esondazioni dei torrenti e con la chiusura della provinciale per Borghetto.