Pernigotti, a rischio le assunzioni dei lavoratori stagionali
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Gino Fortunato - g.fortunato@ilnovese.info  
21 Ottobre 2014
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Pernigotti, a rischio le assunzioni dei lavoratori stagionali

A denunciarlo i sindacati, ancora in attesa della conferma definitiva dell'incontro con la nuova dirigenza sindacale che era stato richiesto a settembre. "Ci sono molti nodi da sciogliere e non abbiamo ancora visto un concreto piano di rilancio", dice Marco Malpassi della Flai-Cgil. Flessione degli ordinativi dei prodotti classici e dei preparati per gelati

A denunciarlo i sindacati, ancora in attesa della conferma definitiva dell'incontro con la nuova dirigenza sindacale che era stato richiesto a settembre. "Ci sono molti nodi da sciogliere e non abbiamo ancora visto un concreto piano di rilancio", dice Marco Malpassi della Flai-Cgil. Flessione degli ordinativi dei prodotti classici e dei preparati per gelati

NOVI LIGURE – Rapporti ancora tesi tra i sindacati e la nuova direzione della Pernigotti, la storica azienda novese recentemente acquisita dal gruppo turco Toksoz. Nella sede dello stabilimento di viale Rimembranza non si respira aria tranquilla e già sono stati registrati segnali indicativi, di un certo malcontento interno. Questa volta le organizzazioni sindacali lamentano la mancata assunzione dei dipendenti stagionali. Assunzioni che soprattutto oggi costituiscono una valvola di sfogo alla disoccupazione, considerata la crisi generale e la difficoltà a trovare lavoro.

“Devono assolutamente riprendere i rapporti tra sindacati e azienda. La preoccupazione dei sindacati di categoria – spiega Marco Malpassi della Flai-Cgil – è legata all’andamento odierno della Pernigotti, in quanto stiamo ancora aspettando la conferma definitiva dell’incontro che avevamo già chiesto a settembre alla nuova dirigenza aziendale. Molto probabilmente si svolgerà entro la prima parte di novembre. L’incontro è fortemente atteso, in quanto ancora ci sarebbero molti nodi da sciogliere e perché ancora non abbiamo visto un concreto piano di rilancio, peraltro annunciato da tempo. Lo stabilimento registra una flessione ben visibile in relazione ai carichi di lavoro. Questo perché mancano gli ordinativi dei prodotti classici (cioccolato e torrone) ma anche per produzioni che non avevano mai creato problemi, come i preparati per i gelati, uno degli elementi di punta della produzione della Pernigotti, andati male sul mercato a causa della brutta estate. I lavoratori sono inoltre preoccupati perché una tale flessione sugli ordinativi non era mai stata attraversata negli ultimi anni. Per la prima volta, inoltre, non esiste certezza sull’assunzione degli stagionali. I dati forniti ufficiosamente, ovvero 24 non assunti sui 26 previsti, creano molta apprensione. E purtroppo sarà molto difficile continuare ad utilizzare completamente i vari scaglioni di lavoratori stagionali come in passato”.

L’incontro di novembre dovrà quindi servire a fare chiarezza anche sul piano ambizioso prospettato, sia pur non ancora ufficialmente dalla nuova amministrazione, in primis dall’amministratore delegato Massimo Potenza. Tale piano prometteva un’azienda che avrebbe dovuto ristrutturarsi per esportare parecchi e nuovi prodotti.

Anche recentemente la mancata partecipazione della Pernigotti al tradizionale evento “Novi chocoday” ha fatto discutere. “In merito all’inedito forfait per questa manifestazione – prosegue Malpassi – l’azienda a noi ha solo risposto che sotto il profilo mediatico il “Novi Chocoday” non interesserebbe granché. Ci dicano piuttosto se il piano export che dovrebbe decollare dall’inizio del 2015, sia ancora fattibile”.

Intanto la scorsa settimana si sono svolte le assemblee dei lavoratori sui 3 turni e accanto alle preoccupazioni per l’andamento aziendale si affiancano anche quelle nazionali in termini di licenziamenti facili, tagli alla Sanità e al Welfare. Temi affrontati in assemblea dai 3 segretari generali provinciali di categoria, lo stesso Marco Malpassi Flai-Cgil, Enzo Medicina della Fai-Cisl e Tiziano Crocco della Uila-Uil.
 

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