Federalismo demaniale, Novi fa richiesta di quattro beni dello Stato
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
22 Ottobre 2014
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Federalismo demaniale, Novi fa richiesta di quattro beni dello Stato

Approvata in consiglio comunale la richiesta al Demanio di quattro beni dello Stato: l'ex casermetta di via Verdi, il poligono militare dello Scrivia, un terreno in via via Toscana e alcuni appezzamenti di terra nei pressi dell'Ilva. Il 27 ottobre si conoscerà il destino della caserma Giorgi. Bosco Marengo ottiene dallo Stato l'ex convento Santa Croce

Approvata in consiglio comunale la richiesta al Demanio di quattro beni dello Stato: l'ex casermetta di via Verdi, il poligono militare dello Scrivia, un terreno in via via Toscana e alcuni appezzamenti di terra nei pressi dell'Ilva. Il 27 ottobre si conoscerà il destino della caserma Giorgi. Bosco Marengo ottiene dallo Stato l'ex convento Santa Croce

NOVI LIGURE – Il consiglio comunale di Novi, lunedì sera, ha approvato con 12 voti a favore e tre astenuti (Fabrizio Gallo, Lucia Zippo e Luigi Gambarotta del Movimento 5 Stelle) la richiesta al Demanio di quattro beni dello Stato e precisamente: l’ex casermetta di via Verdi, il poligono militare dello Scrivia, un terreno in via Toscana e alcuni appezzamenti di terra nei pressi dello stabilimento Ilva.

Il prossimo 27 ottobre, poi, il sindaco Rocchino Muliere avrà un incontro a Torino al Demanio per vedere di riuscire a ottenere dallo Stato anche la Caserma Giorgi. Attraverso il federalismo demaniale lo Stato concede ai Comuni i suoi beni, le amministrazioni comunali poi decidono se utilizzare gli immobili oppure se venderli. Novi, quando è stato approvato appunto il federalismo demaniale circa un anno fa, ha presentato debita richiesta.

La Caserma Giorgi non ci è stata concessa – ha spiegato l’assessore al Bilancio Simone Tedeschi – perché è un bene vincolato dalle Belle Arti, mentre le altre quattro richieste dovrebbero avere il nulla osta. Chiediamo al consiglio comunale di approvare la delibera con la quale richiediamo questi beni che, per altro, avremo in dotazione per tre anni, scaduto tale termine se non li avremo alienati o utilizzati passeranno nuovamente allo Stato”.

Ha aggiunto Tedeschi: “Per quanto riguarda la Caserma Giorgi, è bene sottolineare, che è esclusa la palazzina nella quale si trova il comando della Guardia di Finanza perché fa capo al ministero della Giustizia. Nel caso in cui noi vendessimo i beni, una parte del ricavato andrebbe allo Stato e una parte al Comune, del guadagno del Comune una quota andrebbe per l’abbattimento dei debiti comunali”.

In passato l’amministrazione comunale aveva ipotizzato per l’ex poligono militare, l’affidamento dell’area all’Acos così da ampliare il parco di Bettole andando a congiungersi con il parco fluviale dello Scrivia. “Questa strada, però, non è più percorribile – spiega Tedeschi – perché l’area deve essere utilizzata dal Comune oppure venduta, anche se il progetto di affidamento all’Acos per la sua manutenzione poteva essere una buona soluzione”.

I consiglieri comunali grillini hanno qualche perplessità sull’acquisizione di questi beni: “Siamo certi che non ci saranno ulteriori costi per il Comune?”, ha chiesto Zippo. 

Nei giorni scorsi, l’Agenzia del Demanio, il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo e il Comune di Bosco Marengo hanno firmato gli accordi per valorizzare e recuperare l’ex convento Santa Croce.

Con questa firma, lo Stato si è impegnato nei prossimi mesi a trasferire gratuitamente al Comune l’edificio, per il quale si avvia il progetto di recupero e riqualificazione finalizzato a migliorarne la fruibilità a vantaggio di tutta la cittadinanza. Per l’ex convento l’accordo prevede la ristrutturazione dell’intero complesso e la successiva valorizzazione a Centro Internazionale per la Sicurezza del Patrimonio Culturale, che consentirà di aumentare l’attrattiva del territorio locale. L’ex convento potrà anche essere utilizzato per congressi e conferenze internazionali, necessarie a promuovere il dibattito scientifico con altre istituzioni impegnate nella tutela del patrimonio.

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